Ze Eduardo: “Scenderemo in campo per prenderci i tre punti”

 

Come sta vivendo la Robur questo periodo un po’ particolare?

“È un momento delicato, dopo aver incassato tre sconfitte consecutive. Ma non siamo demoralizzati, lo spogliatoio è sereno: sappiamo di avere la forza per tirarci il prima possibile fuori da questa situazione.
La classifica dice 2, ma in realtà, senza la penalizzazione, saremmo a quota 8, quasi a metà classifica: sapevamo che con l’handicap iniziale la strada sarebbe stata in salita, eravamo pronti e lo siamo adesso”.

 

I ko con Lazio, Juventus e Atalanta sono arrivati tutti per disattenzioni su calci da fermo…

“Il calcio è così, è fatto di episodi. Sono i dettagli, a volte, a risolvere le partite. Abbiamo commesso degli errori, ci stiamo lavorando. Ma in campo, comunque, ci sono anche gli avversari”.

 

Con il Palermo risultato obbligato.

“Scenderemo in campo per fare una gran partita e prenderci i tre punti. Ne abbiamo bisogno e abbiamo la determinazione giusta per riuscirci. Non so se con i rosanero si tratta di uno scontro diretto: al momento hanno sei lunghezze, ma il campionato è ancora lungo. In ogni caso il Siena non deve guardare agli altri. Deve pensare solo a se stesso. Per la stagione che siamo chiamati a fare, ogni volta che giochiamo non dobbiamo dare il 100 per cento, ma il 130”.

Il tuo bilancio personale di questi primi mesi in bianconero?

“Appena ho saputo della possibilità di trasferirmi a Siena, ho accettato subito. I fatti mi hanno dato ragione.
Mi trovo benissimo qua, la città è bellissima, con il gruppo mi sono trovato subito, con il mister lo stesso. Mi parla tanto, cerca sempre di farmi sentire la sua fiducia. E lo dimostra anche facendomi giocare. Purtroppo non sono ancora riuscito a esprimermi ai miei livelli. Tra infortuni, acciacchi e stop forzati, devo ancora trovare il ritmo partita.
Ma sto lavorando per riuscirci. Questa stagione è troppo importante per me. Con questa maglia voglio rilanciarmi nel campionato italiano, dove non ho avuto modo di esprimermi per i troppi problemi fisici avuti (con il Genoa ha subito una frattura da stress, inizialmente non diagnosticata, e successivamente un’operazione di appendicite, ndr)”.

Quattro cartellini gialli, presi tutti per proteste: male male.

“Lo so… Non va bene. Ma quando sono in campo, preso dalla partita, mi fanno arrabbiare certe decisioni ingiuste che vengono prese nei nostri confronti. Dovrei stare più tranquillo, e lo farò: non mi va di lasciare i miei compagni. Anche a Bergamo avrei voluto dare una mano alla squadra”.

Fuori dal campo, invece, come sei?

“Una persona tranquilla, allegra, che ama uscire e stare in compagnia. La mia più grande passione è la musica. Sono anche l’agente di due cantanti di sertanejo (genere musicale brasiliano nato nel 1910 da compositori rurali dove predomina come strumento la chitarra, ndr)”.

Cosa ti manca del Brasile?
“La mia famiglia, principalmente mio padre. Non prende l’aereo e quindi posso vederlo solo con le videochiamate. Mia mamma Gilda, invece, la vedo più spesso: è già venuta a trovarmi, si è innamorata di Siena. E quando viene è una festa.

Si mette a preparare piatti brasiliani. La cucina toscana è fantastica, ma i suoi piatti, sono i suoi piatti… E poi mi chiama dieci volte al giorno, mi chiede se sto bene bene, se ho mangiato… Neanche avessi dodici anni… Poi c’è mio fratello Eduardo al quale devo tutto. Un po’ di tempo fa volevo mollare con il calcio. Lui mi ha spinto a non farlo. Mi ha detto che dovevo continuare perché era il mio destino. Se sono qua è grazie a lui”.

Il numero 57 sulla maglia?

“È l’anno di nascita dei miei genitori”.

Che cos’è per te l’amore?

“È la vita: è la mia famiglia, il mio lavoro, la possibilità di essere pagato per fare ciò che più mi piace. È ciò che Dio ha voluto per me”.

 

Zé è in love?

“Oggi sono solo, ma sono innamorato”.

Ragione o sentimento?

“Dipende dalle circostanze. In genere do più retta al cuore che alla testa, sono una persona buona. Ma non sempre a dare tutto vieni ripagato”.

Le tre parole più usate nel mondo sono: I love you o made in china?

“I love you, spero…”.

La dignità ha un prezzo?

“I miei genitori mi hanno insegnato che se non hai dignità non sei un uomo, non hai carattere. È una questione di rispetto per se stessi. Non parlo di orgoglio, però, quello è tutta un’altra cosa”.

Un saluto ai tuoi tifosi?

“Ringrazio tutti per avermi accolto fin da subito con grande affetto. Per la fiducia che mi fate sentire, anche solo quando mi incontrate per la strada. Vedere uno striscione dedicato a me mi ha fatto troppo piacere. Ma basta che mi seguiate su Twitter per rendervene conto…”. (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo