ZANZI: ECCO PERCHE IL SIENA STA CON LE GRANDI

IL SIENA sta con le grandi. All’ultima assemblea di Lega, la società bianconera era rappresentata dal direttore generale, Roberto Zanzi, che si è apertamente schierato per la rielezione a consigliere di Giovanni Cobolli Gigli. Il presidente della Juventus è unanimamente riconosciuto come il rappresentante della «big» del campionato e infatti ha raccolto i voti di Fiorentina, Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma, nonché quelli di Siena ed Empoli. Tutte le altre società di A, ad eccezione del Catania assente all’assemblea, hanno votato per il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, risultato poi eletto (11 voti contro 8).
LA SCELTA di Zanzi non è assolutamente dettata da alcuna sudditanza psicologica, men che mai da un servilismo strisciante. Tuttaltro: sono problemi di carattere pratico ed economico ad aver indotto questo atteggiamento del Siena, perché, come lo stesso Zanzi spiega: «Avere in Lega un rappresentante della squadre cosidette piccole non è stato affatto un vantaggio per noi». Vediamo il perché. Per ben due volte la società bianconera si è vista rispedire al mittente altrettante richieste e guarda caso sempre con i voti contrari di coloro che, almeno sulla carta, dovrebbero tutelare gli interessi delle squadre minori.
«LA PRIMA volta — spiega ancora Zanzi — è stato per il cambio di nome della società da ‘Ac Siena’ ad ‘Ac Siena Montepaschi’. La seconda volta per una questione economicamente molto più rilevante. Con l’Empoli siamo l’unica società della serie A al di fuori della mutualità degli stadi. Tutte le società versano il 18 per cento dell’incasso, quando giocano in casa, alla squadra ospite e, ovviamente, ricevono la stessa cifra quando vanno in trasferta. Noi no, perché abbiamo uno stadio al di sotto dei 20mila posti e dunque fuori dei parametri della Lega. Avevamo chiesto di poter partecipare anche noi alla mutualità, magari in misura inferiore al 18 per cento. Invece i vari Spinelli, Ruggeri e gli altri ‘piccoli’ hanno votato tutti contro. Conti alla mano — conclude Zanzi — il Siena ci rimette una cifra fra il milione e mezzo e i due milioni di euro, nonostante abbia uno stadio perfettamente in norma con tutte le leggi italiane e idoneo a ospitare le partite internazionali dell’Uefa».
ECCO PERCHE’ secondo il direttore generale non alcun senso distinguere fra grandi e piccole, «ma — dice — in Lega contano solo le persone e noi riteniamo Cobolli Gigli uno molto equo e attento alle esigenze di tutte le squadre, comprese le cosidette piccole». Di qui la decisione del Siena di schierarsi con le grandi. E, conti alla mano, si tratta di una scelta in linea con quanto ha ricevuto sino a oggi la società bianconera dalla Lega: due no e un discreto danno economico. (Francesco Meucci)

Fonte: La Nazione