In sala stampa, dopo il successo del Siena sull’Ostiamare, è intervenuto il tecnico bianconero Gill Voria, queste le sue dichiarazioni:
Partita – “Nel secondo tempo abbiamo fatto quindici minuti come piacciono a me, attaccando e non aspettando. Non era una gara semplice, l’Ostiamare ha fatto tanti punti nel girone di ritorno, si vede che è allenata bene. Qualche rischio lo dobbiamo concedere, mi piace più la mentalità del secondo tempo e non quella del primo. Devo ringraziare i ragazzi perchè tra primo e secondo tempo sono stato abbastanza chiaro e si sono fidati di me. Con il Grosseto voglio che la mentalità sia la stessa”.
Testa – “Per un calciatore è fondamentale. Questi ragazzi avevano addosso tante aspettative, a cominciare da loro stessi. Sono i primi che si aspettavano di fare una stagione diversa, ma più passano le partite, più l’obiettivo si allontanava, quindi gli è venuto il magone, è comprensibile. Nel calcio a volte ci sono momenti in cui tutto sembra pesante. Hanno avuto una reazione, perché dei venti minuti come quelli di oggi non li avevo mai visti. Abbiamo giocato bene, è stato un bel Siena per buona parte del secondo tempo”.
Giannetti – “E’ uno di quei ragazzi che ha subito più di tutti la pressione, si allena a cento all’ora. Ha fatto una grande carriera ma comunque non si risparmia mai, va a difendere in mezzo al campo. Ci teneva moltissimo a questa stagione, non poteva essere diventato brocco tutto di colpo”.
Di Paola – “Ha un dolore alla spalla da un po’ di tempo. Essere un 2005, avere un problemino e fare buone prestazioni non è semplice e penso che sia un vanto”.
Reazione – “Non ce l’hanno chiesta solo i tifosi. La figuraccia c’è stata, inutile girarci intorno, anche se le due sostituzioni hanno inciso. Hanno avuto ragione i tifosi a dirci quello che ci hanno detto, ma dobbiamo scendere in campo per trasformare i fischi in applausi”.
Playoff – “Non dobbiamo fare calcoli, sarebbe sbagliato. Non credo che sia coerente con il nostro modo di essere. Poi durante la partita uno può anche decidere di cambiare il piano tattico se arrivano buoni risultati, ma io sono abituato a pensare a me e non agli altri”.
Gestione – “Spero di star dando qualcosa, altrimenti non avrebbe avuto senso mettersi in panchina. Quando mi hanno chiamato mi hanno detto che l’obiettivo erano i playoff, ognuno cerca di metterci del suo in una squadra, una casa non la costruisci in due giorni”.
(Vincenzo Battaglia)
Fonte: Fol
