Questo pomeriggio, allo stadio “Artemio Franchi”, si è tenuta la consueta conferenza stampa prepartita del tecnico bianconero Gill Voria, fresco di rinnovo di contratto per un’altra stagione, con opzione per quella successiva. Anche alla luce di questo, il mister ha fatto il punto sul momento della Robur tra il finale di campionato e le prospettive per il futuro. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il rinnovo – “Per me è un grande onore ma anche una grande responsabilità. Sono felice perché è frutto del lavoro fatto. Si sono create basi importanti e per il futuro sono positivo, però voglio ribadire che c’è da chiudere nel migliore dei modi questa stagione, con le due gare che restano e i playoff, anche per portarci dietro uno strascico positivo”.
Le ultime due gare – “Quando mancano due partite c’è poco da pianificare. Ci arriviamo bene, con il morale alto e in buona condizione. Le motivazioni saranno fondamentali: domenica andiamo a Camaiore, loro si devono salvare e non sarà semplice. Giocheranno col coltello fra i denti e noi dovremo pareggiare il loro atteggiamento, cercando di sfruttare le nostre qualità. Non sono partite scontate, soprattutto ricordando l’anno scorso con la Fezzanese, già retrocessa, quando ci giocammo i playoff. Per questo tengo gli occhi ben aperti: sono gare da non sbagliare”.
Il rischio di avere cali di tensione – “Il rischio c’è. Per come li vedo ti direi di no, ma sarei un fesso se non ci pensassi. Non ho questi sentori, anche se c’è molta allegria. Sono fiducioso che i ragazzi capiscano che non è una partita da prendere sotto gamba”.
Situazione in infermeria – “Qualche problemino c’è. Tosini ha la spalla che non va e stiamo provando a capire se potrà essere disponibile per l’ultima e per i playoff. Somma ha un problema al ginocchio, Bello un’infiammazione e Schettini stamani aveva la febbre. Siamo un po’ in difficoltà soprattutto con le quote”.
Ottica playoff – “Ancora non ci pensiamo. Ci sono due partite per arrivarci al meglio, altrimenti il rischio è fare peggio. Bisogna pensare a Camaiore e al Trestina. L’unica cosa che mi auguro è di poterli giocare in casa”.
Camaiore – “Stamattina ho detto ai ragazzi che, per essere una squadra che si gioca la salvezza, fanno gol con facilità. È una squadra propositiva: ne segna tanti, ma ne subisce anche qualcuno. Questo è un aspetto a cui dovremo stare attenti”.
Contratto e staff – “Il contratto è di un anno con opzione per il secondo. Per quanto riguarda lo staff, sia Ghizzani che Radice dovrebbero incontrarsi presto con la società per definire il tutto”.
Cosa manca al Siena – “Per stare davanti fin dalla prima giornata qualcosa manca, però questa squadra ha valori importanti. Forse manca un po’ di struttura in alcune situazioni, perché sui calci piazzati a volte soffriamo e sappiamo che in queste categorie possono fare la differenza. Quindi da quel punto di vista qualcosina dovremo aggiungere”.
Lo zoccolo duro – “Questa squadra è partita l’anno scorso con l’obiettivo di durare nel tempo e io lo condivido. La base c’è, questi ragazzi sono importanti per la categoria. Qualcosina, ripeto, andrà fatto, anche per il discorso delle quote che di anno in anno cambiano, ma il gruppo va mantenuto e non rivoluzionato”.
La differenza con l’anno scorso – “Il campo è la mia vita. Con Magrini avevo un ruolo diverso e forse per questo mi comportavo in maniera differente. Lui aveva necessità di uno che lo supportasse e io da collaboratore e conoscitore dei ruoli mi comportavo in maniera tale da fare il bene del Siena. Detto ciò, mi sento sempre lo stesso, soprattutto quando si parla di calcio”.
Messaggi post rinnovo – “Ne ho ricevuti tantissimi. Sarebbe difficile sceglierne uno, ce ne sono tanti a cui sono legato”.
Cosa ho in mente per il futuro – “Per carattere voglio essere competitivo e guardare avanti. Abbiamo idee chiare, abbiamo già parlato del futuro e sappiamo che vogliamo crescere. La società condivide questo percorso”.
Settore giovanile – “Voglio ringraziare le persone che hanno lavorato con me nel settore giovanile, a partire da Cataldo. Due anni fa, con Guerri e Farina, ci è stato affidato il compito di far ripartire il settore giovanile da zero ed è stato molto complicato. Siamo partiti con lui e i primi a essere chiamati al nostro fianco, scegliendo le persone, sono stati Vivarelli e Muca, e senza farlo apposta hanno vinto i campionati. Li ringrazio perché si sono fidati di noi quando molti non credevano nel progetto. Ricordo ancora che quando chiamavamo i ragazzi ci vedevano quasi come la peste. Dopo due anni abbiamo vinto due campionati (under 15 e 17 provinciali) che, al di là del valore assoluto, per noi sono importanti, uno per aumentare il senso di appartenenza e due perché vogliamo creare un serbatoio per il futuro. La proprietà ci crede, si informa, è presente e vorrebbe portare sempre più ragazzi in prima squadra. Serve tempo per creare appeal, ma piano piano ci riusciremo. Per noi che abbiamo vissuto i tempi che furono, il Siena è una seconda pelle, e questo nei ragazzi di oggi va un po’ ritrasmesso”.
Una piazza nuovamente vicina – “Siamo riusciti a ricreare entusiasmo grazie ai risultati. Io ho dato il mio contributo, ma dietro c’è uno staff importante: Ghizzani, il prof Volpi, Radice e tutti gli altri. La formazione cambia ogni domenica ed è questo che conta. Il gruppo vince i campionati, il singolo le partite: se vuoi ambire a vincere davvero devi far sentire tutti importanti. Sono fondamentali anche massaggiatori, medici, magazzinieri, addetti stampa, giornalisti, perché alla fine siamo tutti parte del gioco e, ognuno nel proprio ruolo, può fare la differenza”.
(Boscagli Niccolò)
Fonte: Fol