Volete salire in A? C’è un portafortuna di nome Troianiello

Lui preferirebbe farlo da attaccante, anzi «da esterno». Ma non gli dispiace essere considerato un portafortuna, «perché mi sa che qualcuno ci crede davvero» dice con la sua contagiosa simpatia napoletana. In ogni caso, nessuno tra i giocatori in attività ha fatto 4 promozioni in A negli ultimi 5 anni come Gennaro Troianiello. Più o meno protagonista in campo, leader indiscusso dei festeggiamenti. Adesso a 32 anni è senza squadra e ha ancora un anno di contratto col Palermo (che non lo porta in ritiro) in attesa di una nuova chiamata. In Serie B, ovviamente.

Giusto Troianiello?
«Basta che mi chiamino in fretta, se sto a casa impazzisco».

Ricordiamo le sue promozioni. La prima nel Siena?
«C’era Conte, un uomo vero prima che un grande tecnico. Mi ha aiutato molto, anche fuori dal campo, ci sentiamo molto spesso: gli ho detto che se vuole vincere mi deve chiamare in Nazionale…».

La seconda a Sassuolo: i playoff il primo anno, poi la vittoria.
«Anche lì un grande gruppo. Quello è il segreto: se il gruppo è forte, puoi superare i momenti brutti. Lì mi sentivo ancora giocatore, poi…».

Poi c’è stato il Palermo, con la terza promozione, no?
«Mi ha voluto Gattuso, con lui giocavo. Ma è arrivato Iachini, che non gioca con gli esterni, e così… Ricordo la città, che mi ha adottato come un figlio. E poi Dybala, diventerà un campione: deve solo migliorare nell’abbigliamento, se vuole gli faccio da personal shopper…».

L’ultima a Bologna, forse la più sofferta delle sue promozioni.
«Per i playoff, certo, ma anche perché è stato l’anno in cui ho giocato meno: quando Lopez dopo poche giornate rinuncia agli esterni, per me è finita. E pensare che a gennaio dovevo andare a Frosinone: sarei andato in A lo stesso!».

Come vede il Bologna in A?
«Devono rinforzare la squadra, perché la A è tosta, ma la società è forte. Pensate che a Tacopina ho insegnato io l’italiano! Anche Saputo è una grande persona, sono miliardari ma molto disponibili e gentili».

E adesso lei che fa?
«Aspetto, chi vuole andare in A sa chi chiamare… In fretta però, vorrei andare in ritiro! Non ho preferenze, ma il Cagliari non sarebbe male… In ogni caso, basta che sia una squadra che gioca con gli esterni, con il 4-3-3 o il 4-4-2».

Da quale allenatore vorrebbe essere allenato?
«Da Benitez! Ma a Madrid sarà un po’ difficile andare…».

E con quale calciatore vorrebbe giocare?
«Ibra! No scherzo: dico Felice Evacuo, mio grande amico, ma non se torna in Lega Pro…».

Ultima cosa: in questi 5 anni la B è stata colpita dal calcioscommesse. Che ne pensa?
« In vacanza ho letto poco i giornali, ero a Miami e Cuba, come facevo? Però devo dire che questo calcio è da risanare. E comunque, visto che beccano tutti quelli che fanno illeciti, vuol dire che i controlli sono migliorati. Meno male!».

Fonte: La Gazzetta dello Sport