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Al club con la Robur

Vivarelli: “Le società senesi siano collaborative, anche nella gestione delle strutture”

“Da senese la speranza è una sola: che le società di Siena siano collaborative. Il bacino è piccolo, capisco le difficoltà di chi lavora neo settori giovanili ma sarebbe bello ci fosse una cultura dell’aiuto reciproco. Un’unione per crescere e trovare un equilibrio, in cui ci si aiuta anche nelle strutture, non finalizzata solo all’oggi. Quando allenavo gli Under 17 del Siena nei professionisti arrivò Maddaloni all’Acquacalda e ci spedì a Castellina. Ci allenammo al buio. Questa cosa non deve accadere, i ragazzi devono passare davanti a tutto e a tutti”. A parlare è Massimo Vivarelli, allenatore dell’Under 15 del Siena che ha vinto il campionato provinciale. Vivarelli è stato ospite di “Al Club con la Robur” assieme ad Alfons Muca.

Prima la crescita… – “Preferiamo la crescita dei ragazzi che i risultati. Poi, se avviene la crescita, i risultati sono una conseguenza. Nello spareggio dell’Under 17 con l’Upp Alfons Muca ha convocato tre ragazzi della mia squadra. Se alzi l’asticella ad un ragazzo che sta facendo un percorso e lo metti nella condizione di affrontare un impegno più difficile, gli dai un elemento di crescita, un’esperienza che si porterà dietro”.

… poi il risultato – “Chi pensa solo al risultato non può stare nel settore giovanile. Sono trent’anni che alleno, non ho mai allenato le prime squadre per questo. Il passaggio al campionato regionale? Sarà l’occasione per alzare l’asticella, ma contesto un po’ questo sistema delle divisioni dei campionati perché viene meno la crescita e si pensa di più al risultato”.

Voria – “Quando è passato in prima squadra la cosa più bella è stata che a noi ha chiesto di dare sostanza al lavoro che avevamo cominciato tutti insieme. C’è grande soddisfazione per quello che sta facendo, in primis per la persona. Vuole forse più bene lui al Siena di me che sono senese”.

Prato-Siena – “Sono sicuro che anche se ci fossero stati due risultati su tre avrebbe puntato a vincere, per come concepisce il calcio. È un difensore ‘offensivo’”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol