VIOLENZA: NON FACCIAMO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO

Adesso, come al solito, faranno di tutt’erba un fascio. Un ragazzo è morto per essere stato colpito da un poliziotto in un’area di servizio lontana chilometri da uno stadio e la colpa è del tifo calcistico. In queste ore i mass media si stanno scatenando distogliendo l’attenzione da due soli semplici fatti. Il primo: se il poliziotto non avesse sparato, peraltro sembra che la situazione non era gravissima dal punto di vista dell’ordine pubblico, l’onda di violenza che si è scatenata non avrebbe avuto luogo. La seconda: perché i tifosi delle curve più violente, e sappiamo tutti quali sono, non sono fermati come è stato fatto in Inghilterra? Vorremmo delle risposte dalle Forze dell’Ordine, perché accomunarci tutti, noi tifosi calcistici, non è giusto. Se un commerciante lucra sui prezzi non sono tutti ladri e non si chiudono tutti i negozi. Se un impiegato è assenteista, tanti altri fanno il loro dovere e sono la maggioranza. Siena, ancora una volta, è stata d’esempio. Oggi abbiamo contestato vivacemente, abbiamo gridato a chi di dovere che la prestazione del Siena è stata vergognosa e che ci sentiamo presi in giro, ma nessuno ha subito alcun tipo di violenza fisica. Non si può morire per andare a fare servizio in uno stadio, ma nemmeno si può morire per andare ad assistere ad una partita di calcio. Chi di dovere, preposto a farlo, deve evitare che questi fatti succedano. Alla famiglia ed agli mici del giovane morto oggi, inviamo le più sentite condoglianze di tutti i soci del nostro club.
Fonte: Fedelissimi