Viola: “Tornassi indietro verrei al Siena altre mille volte”

La stagione 2014/15 prende il via. La Robur Siena riparte dalla Serie D con l'ambizione di tornare subito tra i professionisti e lo fa affidandosi tra i pali a un giocatore alla sua prima esperienza in una prima squadra, un 18enne cresciuto nel Milan. Nella rinascita a tinte bianconere c'è anche la firma di quel ragazzo sorridente e sincero arrivato in Toscana per mettersi in gioco. “Avevo molte richieste, sia per l'età sia per il fatto che uscivo dal Milan. Perchè proprio Siena? Penso che un giovane ambizioso debba mettersi subito in discussione in piazze importanti – spiega Jacopo Viola nell'intervista a Il Fedelissimo Online -, man mano che sali di livello l'importanza delle squadre aumenta. Tornassi indietro rifarei quella scelta altre mille volte, è stato un importante punto di partenza. E' stata la mia prima esperienza lontano da casa, una grande stagione che non dimenticherò mai”.

Non ha considerato il rischio di “bruciarsi”?

“Fino a un certo punto. Venivo da una scuola calcio che mi ha insegnato molto e che negli ultimi anni ha tirato fuori giocatori come Donnarumma, Locatelli, Calabria e Cutrone. Ero pronto e preparato per mettermi in gioco. Oltretutto l'anno prima ho avuto un infortunio al crociato, il che non ha fatto altro che aumentare la mia voglia di emergere e fare bene”.

Morgia, Vergassola e Portanova: cosa le hanno lasciato questi tre simboli della Robur Siena?

“Il mister mi ha dato molto sui valori sportivi, morali ed etici che il calcio deve avere. Mi ha trasmesso la sua passione, una cosa unica per i giorni nostri. Vergassola è stata una figura molto importante. La fascite plantare lo ha tenuto lontano dal campo ma non dallo spogliatoio, per noi era un punto di riferimento. Stesso discorso vale per Portanova. Era vincolato con il Genoa, poi è venuto in Serie D direttamente dalla A. Soprattutto noi più giovani lo guardavamo con un filo di ammirazione e con la voglia di carpire quanto più possibile dalla sua esperienza”.

Il momento più bello della sua esperienza senese?

“L'episodio più bello di quell'annata paradossalmente l'ho vissuto in tribuna. Ero fermo per una lussazione alla spalla, così al mio posto in campo col Sansepolcro andò Fontanelli che però fu espulso causando un calcio di rigore. Lì esordì parando un rigore decisivo il 16enne Tommaso Biagiotti".

Alla Reggiana ha modo di conoscere alcuni attuali bianconeri come Cesarini, Panizzi, Lombardo e Guidone. Eppure non sono gli unici con cui ha giocato insieme…

“Tutti ottimi giocatori e persone con valori professionali e morali importanti. A Siena l'anno scorso c'era Fabbro, quest'anno invece Ferrari con cui ho giocato per ben otto anni. Auguro il meglio sia al portiere che alla persona, entrambe ottime figure con cui ho condiviso bei momenti”.

Cesarini e Guidone, attaccanti diversi per caratteristiche e qualità. Per lei chi è stato più difficile da fermare?

“Non so. Sono giocatori completamente diversi: l'uno un fantasista fuori categoria, l'altro il classico rapace d'area di rigore abile nei colpi nei testa. Sono totalmente diversi ed entrambi ostici da fermare. Guidone soprattutto sulle sue zuccate, mentre Cesarini sui piazzati e sulle palle un po' più insidiose che può mettere quando meno ce lo si aspetta”.

E' stato protagonista l'anno scorso del miracolo Gozzano. Che stagione ha vissuto?

“Sono arrivato a novembre con la squadra in una posizione di classifica vantaggiosa. Ho trovato un gruppo solido e diversi giocatori interessanti arrivati in Serie A e B. Siamo partiti per mantenere la categoria, ma nella seconda metà della stagione avremmo potuto tranquillamente mettere nel mirino i playoff. Purtroppo qualcosa non ha funzionato. Sta di fatto che siamo comunque riusciti a portare a casa una salvezza a inizio anno insperata”.

Vedrà Robur Siena-Gozzano?

“Sicuramente. Il Siena mi è rimasto nel cuore, mentre il Gozzano è l'ultima esperienza vissuta. Per chi farò il tifo? Nessuna delle due, mi limito a essere uno spettatore della partita”.

Ha un seguito di quasi 47 mila persone Instagram, un social network nel quale sta impiegando il suo profilo al fine di ricercare una nuova squadra.

“Attualmente sono svincolato e mi sto allenando tutti i giorni. Non è un momento facile, ma sono consapevole che nel calcio si possono vivere momenti più o meno esaltanti a seconda dei casi. L'importante è essere sempre sul pezzo, sono pronto a qualsiasi chiamata. Per far fronte al mio status attuale ho attuato un'idea originale prendendo spunto da Cristian Zaccardo che ha usato LinkedIn allo stesso scopo. Ho quindi iniziato a postare sul mio profilo i video dei miei allenamenti con l'unico obiettivo di suscitare la curiosità di addetti ai lavori, agenti, preparatori e colleghi attorno a quella che è la mia immagine in modo tale che possano nascere delle opportunità lavorative”.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL