Vincere e gufare di Paolo Brogi 

Vincere tutte le partite e ‘tifare contro gli altri’. Ecco quello che dobbiamo fare da qui a giugno, anzi quello che farà il sottoscritto, ovviamente per quanto riguarda la seconda parte, la sola che mi compete. Il primo posto credo sia impossibile da raggiungere, troppo lontana la capolista, troppe squadre davanti alla nostra Robur, però credo che a questo punto ci siano solo due cose da fare: arrendersi e vivacchiare o sputare sangue ben sapendo che la promozione diretta è andata. Sottolineando come la prima ipotesi non sia nemmeno pensabile, anzi mi scuso per averla inserita, sotto con la seconda. Mettiamo insieme dieci vittorie di fila, oltre alle due già ottenute, e poi vediamo che succede. A Città di Castello, domenica scorsa, i primi segnali di vera Robur, quella che probabilmente avremmo visto con continuità senza il ‘harakiri’ tra gennaio e febbraio. Inutile però stare qui a piangere perché quei punti non ce li ridarà nessuno. Sotto quindi con Flaminia, poi Grassina, Sangiovannese, Montespaccato applicando la tabellina del tre, un po’ come se si trattasse di un Mondiale nella fase dell’eliminazione diretta. Perché se adesso abbiamo l’uno per cento di poter fare il più clamoroso dei miracoli basta un passo falso per piombare immediatamente vicini allo zero. Finalmente è arrivato un giocatore di livello assoluto come Guberti, finalmente qualcuno è stato messo fuori dalla Robur  dopo aver giocato poche (per fortuna) e inguardabili partite.   Adesso servono ‘soltanto’ le vittorie (tante) e soprattutto portare a casa gli scontri diretti. Non sono ottimista, per carità, però ho ritrovato lo spirito battagliero e soprattutto la fiducia in quello che la Robur può fare in campo. Un qualcosa che solo qualche tempo fa avevo completamente perso. Mi dispiace solo che i cuori bianconeri, quelli veri, non possano venire allo stadio a spingere la squadra. In una situazione simile poter avere un aiuto dalla tribuna, in casa e fuori, sarebbe stato fondamentale. Ma dovremo farne a meno.
Gente dovete scusarmi ma per questa settimana non ho tanto altro da aggiungere a questo mio intervento. Cioè, potrei mettermi a fare l’antipatico (mi riesce bene, fidatevi) e puntare il dito sulle cose che non vanno, che non mi piacciono e su altre magari legate alla professione di giornalista e a chi prova ad interpretarla a modo suo. Ma questa è una roba che probabilmente vi annoierebbe da morire fino a farvi dire ma che palle questo Paolo Brogi. Non volendo correre questo rischio mi fermo qui, magari tenendo da parte qualche cartuccia interessante per il futuro. Quindi baciate il vostro uomo, la vostra donna e cominciate alla grande questo fine settimana ‘rosso’ per qualcuno ma sicuramente ‘bianconero’ per gli spiriti liberi che non si piegano e nemmeno si  fanno condizionare. Siamo pochi, anzi sempre meno, ma sentiranno parlare di noi. Garantito. Forza Robur
Paolo Brogi (paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL