Viaggio all’interno dell’AC Siena- Taverne d’Arbia 2^ parte

In questi ultimi mesi si fa un gran parlare dell’impianto di Tavere d’Arbia, la cui definitiva sistemazione sembra ancora lontana. Il fermo dei lavori ha causato gravi disagi all!ASD Taverne e ai tanti ragazzi che animano la vita della società, una situazione al limite del grottesco a cui si dovrà trovare una soluzione. Ma chi è il soggetto deputato ad intervenire?

Dopo la firma del contratto, annunciata in pompa magna e presentata ai tifosi e alla stampa l’AC Siena si è preso carico della ristrutturazione dell’impianto, ma sarà utile capire come si è arrivati all’accordo e perché si è individuato in Taverne il luogo dove dovrebbe sorgere il mini centro sportivo della Robur.

Escludendo per ovvi motivi di logica che Mezzaroma sia rimasto folgorato dal campo di Taverne notato magari mentre si avvicinava a Siena per la prima volta, non resta che credere che qualcuno lo abbia spinto verso questa operazione. L’impianto è di proprietà comunale e gli interventi programmati, che vogliamo ancora credere andranno a buon fine, andrebbero a migliorare la situazione patrimoniale del proprietario, non certo quella della società bianconera. Si, il Siena avrebbe comunque dei vantaggi, ridurrebbe in parte la voce relativa agli affitti dei campi di allenamento, ma non potrebbe portare a bilancio una struttura di cui non detiene la proprietà.

Per affrontare il costo della ristrutturazione, pari ad una cifra tra i 2,3-2,5 mln di euro,

l’AC Siena Spa dovrà accedere a un muto del Credito Sportivo che, di regola, viene concesso dopo aver presentato garanzie e/o fidejussioni.

Stando ai si dice non ci sarebbero dovuti essere problemi in merito, ma è proprio su questo punto che qualcosa si inceppa.

Un primo ostacolo è rappresentato dalla durata della concessione al Siena (e al Taverne) stabilita dalla convenzione stipulata, dieci anni, sono pochi e il Comune aggiorna la delibera portando la durata a venti anni.

I lavori partono, sparisce il vecchio impianto e viene impiantato il terreno artificiale di ultima generazione, ma poi, tutto si ferma e il cantiere rimane desolatamente vuoto.

Cosa è successo? Dopo i primi lavori, effettuati dall’AC Siena, Mezzaroma non intende presentare una fidejussione personale e nessuno è disposto a farlo a nome suo e qui iniziano le polemiche, ma soprattutto diventano intollerabili i disagi che devono affrontare le famiglie e i ragazzi tesserati per l’ASD Taverne.

A questo punto viene spontaneo porsi qualche domanda.

Ma in sede di discussione del progetto questo argomento è stato affrontato?

C’era un accordo in merito?

Oppure, ma non vogliamo crederci, con grande dabbenaggine, da parte di tutti, non se n’è parlato mai?

Morale della favola quello che doveva essere un impianto – non usiamo il termine Centro Sportivo per due soli campi – che avrebbe dovuto, seppur in parte, alleggerire i disagi della società si è rivelato un ulteriore problema che non troverà soluzione fino a quando non si ridiscuterà partendo da zero la convenzione stipulata sulla base di quanto riportato nella famosa delibera nr. 412 del 15 settembre 2010. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online