Viaggio all’interno dell’AC Siena- La situazione finanziaria

 

Da più parti si sente parlare di una pesante situazione finanziaria in cui si dibatterebbe l’AC Siena Spa. Ma cosa c’è di vero e soprattutto a quanto ammontano questi debiti?

Non tanti, o almeno meno di quanto si paventa, diversa invece la posizione di Progetto Siena la società proprietaria delle azioni della Robur, riconducibile, alla famiglia Mezzaroma per l’83,7% e ai soggetti senesi per il 16,3%.

Ci spieghiamo meglio. Quando la famiglia Mezzaroma ha acquisito il Siena, nella trattativa che ha portato al cambio di proprietà, Mezzaroma – o più correttamente Progetto Siena –  si è accollato l’intera esposizione bancaria esistente al momento, circa 35-37 mln, “eredità” lasciata  in parte dal compianto Paolo De Luca (circa 15 mln di eur) e in parte da Giovanni Lombardi Stronati (circa 20 mln di euro).  In poche parole nel passaggio di proprietà da Lombardi Stronati a Mezzaroma, quest’ultimo ha “acquistato” anche le esposizione bancarie in essere al momento, ovvero il debito esistente.

A questi si sono aggiunti altri 10-12 mln circa addebitabili alla gestione attuale, per un totale di 45-47 mln di euro.

Ma per quanto si è impegnata la società proprietaria nel Siena?

Si parla di una cifra intorno ai 23 mln di euro non immessi direttamente ma attraverso ulteriori fidejussioni che hanno aumentato l’esposizione già esistente.

A questa pesante esposizione, dobbiamo aggiungere un ulteriore cifra, pari a circa 10-11  mln di euro, riconducibili alla gestione ordinaria, fornitori, affiti per i campi, procure da corrispondere agli agenti dei calciatori, ecc….

L’impressione che ne traiamo è  che l’attuale proprietà si limiti a gestire la stagione ricorrendo solo alle entrate: diritti tv, sponsor, pubblicità, incassi al botteghino, ecc….

Il dato allarmante è che la cessione del marchio, operazione andata a buon fine recentemente per una cifra vicina ai 25 mln di euro, sarà utilizzata integralmente per la gestione della stagione in corso e  forse non basterà visto che trovano sempre maggiore conferma le voci che vogliono già intaccata, non conosciamo in che termini, la sponsorizzazione relativa alla stagione 2012-2013. A Siena si dice, e ci sia consentito il termine, “mangiare l’ovo in culo alla gallina”.

Il pagamento della cessione del marchio è stata suddivisa in tre tranche di cui una è stata già pagata e utilizzata dalla società per corrispondere gli stipendi; la seconda verrà versata a giorni e sarà utilizzata quasi integralmente sempre per gli emolumenti ai calciatori e ai dipendenti (circa 8 mln di euro) e una parte  (più o meno 1 mln) per saldare qualche fornitore; l’ultima tanche, che affluirà nelle casse del Siena a maggio-giugno, dovrebbe essere utilizzata per fornitori, calciatori e dipendenti come le precedenti.

Ma come si è arrivati a questo punto che definiamo delicato solo per il nostro inguaribile ottimismo?

Indubbiamente il costo di acquisto delle azioni dell’AC Siena Spa è stato superiore al reale valore, ma per dare una valutazione corretta si dovrebbero conoscere particolari, dettagli e quant’altro che hanno portato la famiglia Mezzaroma a diventare proprietari della Robur e questo perché, e il dato è inconfutabile, quando è stato firmato il passaggio di proprietà nessuno aveva la pistola puntata alla tempia, ovvero Massimo Mezzaroma sapeva cosa andava ad acquistare e quanto gli sarebbe costato.

Altra osservazione importante, ma anche questo aspetto era chiaro e trasparente fin dall’inizio, riguarda il costo del parco calciatori sotto contratto con il Siena.

Una rosa iper dilatata, stipendi pluriennali altissimi, giocatori tesserati e in giro per l’Italia (in prestito) che alla società costano l’iperbolica cifra di circa 4 mln di stipendi all’anno. Si, perché gli stipendi ai vari prestiti li paga ancora, in toto o parzialmente, l’AC Siena spa.

Basta la sola voce stipendi per capire i tanti errori fatti e perpetrati nel tempo visto che, ad oggi, si parla di entrate complessive annue stimabili intorno ai 30-32 mln di euro, contro uscite per soli stipendi, di circa 35 mln, più spese accessorie che portano il totale a 38-40 mln di euro annui. Tanto per essere più chiari tra entrate ed uscite il Siena a fine anno, farà registrare un ulteriore perdita di bilancio di circa 8-10 mln di euro.

La situazione, come si può ben capire, è ad alto rischio ed è arrivato il momento in cui si deve intervenire, prima che sia troppo tardi.

Soprattutto è arrivato il momento di capire le intenzioni della famiglia Mezzaroma e come intende impostare il futuro perché, a costo di essere ripetitivi, quando il Siena passò da Stronati all’attuale proprietà, tutti erano in possesso delle proprie facoltà mentali e nessuno aveva la pistola puntata. Ma di questo ne parleremo più avanti. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online