Viaggio all’interno dell’Ac Siena- Conclusioni

 

Riprendiamo dalla seconda parte di questo nostro viaggio all’interno della Robur, ripartendo dalla situazione finanziaria in cui si dibatte la società.

Abbiamo già descritto, ci auguriamo con sufficiente chiarezza, qual è la situazione economico-finanziaria della società proprietaria delle azioni dell’AC Siena Spa, Progetto Siena, costituita per l’83,7% a Massimo Mezzaroma e per il restante 16,3% dai soci di minoranza Bassilichi, Parri Costruzioni, Baldassini e Tognozzi e EACOS, rappresentati all’interno del CdA da Massimo Brogi e Alberto Parri.

Al 30 giugno, se i dati in nostro possesso sono esatti o almeno molto vicini alla realtà, l’AC Siena Spa si troverà nelle condizioni di dover fronteggiare un ulteriore disavanzo di bilancio pari a circa 8-10 mln di euro che dovrà essere, in qualche modo, ripianato.

Le possibilità non sono molte:

1-cessione dei contratti di calciatori entro il 30 giugno 2012

2-immissione di capitali da parte di Progetto Siena secondo le rispettive quote

3-ricorso ad una nuova fidejussione bancaria

4-cessione di giocatori e una  o tutte e due soluzioni precedenti

Quale sarà la soluzione adottata?

E’ difficile da prevedere, ma questa incertezza ci induce ad alcune considerazioni.

Non conosciamo le motivazioni che hanno portato Massimo Mezzaroma, azionista di maggioranza di Progetto Siena, ad acquistare le azioni del Siena e tutto sommato nemmeno ci interessa conoscerle.

Quello che però ci farebbe piacere sapere è come intende muoversi in quello che da futuro prossimo si sta trasformando in presente.

Da quanto si può capire e dai dati che abbiamo raccolto non è sbagliato affermare che ad oggi, più o meno, il Siena è andato avanti con le risorse derivanti dalla lega, dalla pubblicità, dallo sponsor e dagli incassi al botteghino.

Un modo di gestire la società che sarebbe da prendere come esempio se non fosse che le uscite superano le entrate.

E qui non possiamo non rivolgerci all’azionista di maggioranza Massimo Mezzaroma.

Se il presidente della Robur intende investire nella società di cui è proprietario all’84% circa e vuole comportarsi da presidente che vuole investire personalmente e quindi decide di fare come gli pare, noi ne siamo ben contenti e ci limiteremo a giudicare il suo operato come è giusto che faccia ogni tifoso.

Diversa è la situazione se deciderà di amministrare la società con le sole risorse che gli vengono dalla Lega, dalla città e dai tifosi.

In questo caso, sarebbe corretto da parte sua verificare se esistono ancora i presupposti e le condizioni che lo hanno convinto a salire fino a Siena e comportarsi di conseguenza, con sincerità.

Noi, e lo diciamo con grande onestà, non tifiamo per nessuno, nè contro nessuno, vogliamo solo il bene della Robur e soprattutto vogliamo che siano gettate, finalmente, le basi per una società che possa camminare tranquillamente senza farci trovare davanti, con periodicità insostenibile, a situazioni di allarme e/o motivi di polemica, oltre che di preoccupazione.

Non sta a noi capire le intenzioni del presidente, così come non ci spetta  il ruolo di trovare eventuali soluzioni, l’unica cosa che ci auguriamo è che venga garantito un futuro alla Robur, sperando di non ritrovarci, tra qualche mese, ad affrontare argomenti ancora più preoccupanti.  (nn)

Fonte: Fedelissimo Online