Via il fioretto, dentro la sciabola!

“Dobbiamo imparare ad avere il sangue di serpente dentro. Siamo una squadra femmina e le squadre femmine non vanno da nessuna parte nel calcio dei maschi. È un po’ che sento che siamo belli e bravi, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo, perché a parole siamo bravi tutti”. Dichiara così Alessandro Dal Canto al termine di Robur Siena-Mantova. Chiaro il messaggio voluto dare dal mister: via il fioretto, dentro la sciabola. Più nerbo, più cattiveria e meno leziosità. E se da un lato la qualità del gioco potrebbe risentirne, dall’altro ne gioverebbero intensità e carattere. Nello scenario delle serie inferiori dove a vincere non è – nella maggior parte dei casi – chi gioca meglio, grinta e nervi saldi sono imprescindibili.

Riguardo la partita con i virgiliani è da giudicare come positiva la prova di Alessandro Confente, classe ‘98 che respinge un penalty e si fa trovare pronto quando chiamato in causa. L’eredità di Contini è in mani sicure. Buoni spunti anche da parte di Romagnoli, Arrigoni e Gladestony con quest'ultimo che ha i mezzi per potersi ritagliare un ruolo importante nello schieramento bianconero. Qualche dubbio sulle prestazioni dei due terzini, Setola e Migliorelli. Entrambi di buona prospettiva, devono ancora crescere e acquisire quell’esperienza che evita certi peccati di gioventù. Da rivedere alche altri elementi tra quelli scesi in campo, rimasti vittima di una serata caratterizzata da demeriti propri e meriti avversari.

Al prossimo impegno della stagione, l’esordio in campionato, mancano 20 giorni. Poco meno di tre settimane in cui Alessandro Dal Canto potrà dare un’impronta più marcata a un Siena che deve assimilare al meglio i dettami del proprio allenatore. “Dobbiamo imbastardirci” ha detto il tecnico in conferenza stampa, un altro chiaro segnale a una squadra chiamata a digrignare i denti e assalire la preda dal primo all’ultimo minuto.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL