VERGASSOLA: UNA GIOIA CHE VOGLIO CONDIVIDERE CON VOI

 

Già lo sapeva, ma poterlo dire, ufficialmente, è tutta un’altra cosa. E’ un po’ come trattenere il fiato, per poi esplodere: Simone Vergassola sarà il capitano della Robur, fino al 2013. Poi si vedrà. Siena, ormai, fa parte della sua vita, lo ha adottato. Il Siena del suo cuore. “Sono stracontento – esordisce il capitano della Robur -, rimarrò per altri due anni e non vedo l’ora di centrare il traguardo che mi sono prefissato l’estate scorsa: riportare la Robur nella categoria che le compete, dopo quello che è successo la passata stagione. Ringrazio il presidente Mezzaroma, il direttore Perinetti e lo sponsor Mps, perché tutti hanno contribuito al rinnovo del mio contratto”.
Dopo l’ufficialità Vergassola vuole festeggiare. “Spero di poterlo fare venerdì con una bella vittoria – sorride il bianconero -, e poi nelle settimane successive con un traguardo ancora più grande. Ma finché non c’è la matematica, dobbiamo rimanere concentrati e come dice il mister con le antenne ritte. Questa serie B ci ha insegnato che in ogni partita l’inconveniente è dietro l’angolo. Siamo partiti con l’etichetta dei favoriti e ogni volta gli avversari ci hanno aspettato al varco con il coltello tra i denti. E fino alla fine sarà così”.
La Robur è comunque riuscita a condurre un campionato da protagonista: mai sotto il terzo posto, miglior attacco, miglior difesa, un primato da tenere stretto. “Non è stato facile – spiega Vergassola -: venivamo da una retrocessione, ci siamo messi o rimessi in gioco e ci siamo riusciti. Grazie alla forza di un gruppo unito numeroso e disponibile. Tutti, in partita, ma anche nel lavoro quotidiano, hanno messo da parte i personalismi per ragionare al plurale e non è un caso che giocatori come Sestu, Rossi e altri, pur giocando meno, quando sono stati chiamati in causa hanno fatto benissimo. Per non parlare di ragazzi come Vitiello che, dalla serie C si è trovato a giocare per la massima categoria, senza accusare neanche un momento di incertezza. O Brienza, uno dalle qualità sopra la media che si è calato nella parte, mettendosi a completa disposizione della squadra”. “Di questo il merito è anche del mister – aggiunge -, che è bravo a tenerci sempre sulla corda e ad averci inculcato fin da subito la mentalità vincente del ‘noi’ e non dell’ ‘io’. E poi siamo tutti bravi ragazzi, basta con l’etichetta del calciatore e della velina. Per quanto mi riguarda cerco sempre di dare il buon esempio, come mi compete, dando il 100 per cento e conducendo una vita regolare”. Tutta la sua gioia, il capitano, vuole condividerla con i tifosi bianconeri. “Ho sempre detto che per raggiungere traguardi importanti – dichiara -, è necessario remare uniti dalla stessa parte. Nonostante la retrocessione loro sono stati vicini alla squadra, ci hanno sostenuto con grande calore e vederli in massa a Grosseto è stata una bellissima emozione. Non vorrei essere troppo sdolcinato, ma tutti sanno quanto sono attaccato a loro, alla città, alla società e alla maglia”. 
Insieme ai suoi sostenitori, Vergassola, ha conquistato sette scudetti e i momenti vissuti in quelle cavalcate dal lieto fine, li porterà sempre con sé. “Dalla prima inaspettata salvezza a Modena – sfoglia i ricordi, Vergassola -, anche se mi sono fatto male alla mano, alla vittoria sulla Fiorentina con il gol di Flo, a quella sulla Roma con la rete che ho segnato io… Tante emozioni, davvero, sette salvezze che per noi hanno il valore di campionati vinti. Sette anni belli, in cui con l’organizzazione e la determinazione l’abbiamo spuntata su piazze più blasonate e con ritorni più importanti. L’anno scorso è andata come andata, ma quella pagina la stiamo già per cancellare…”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line