Vergassola: Non ho voglia di mollare, spero di tornare presto

“Stanco di stare ai margini” il capitano bianconero Simone Vergassola, durante la cena di Castelnuovo Scalo ha parlato a cuore aperto. “Quando il presidente e il mister mi hanno contattato la scorsa estate mi hanno subito convinto a rimanere – ha detto -. Così come l'affetto dei tifosi. A giocare una sola partita, mi ci sono mangiato il fegato. Non voglio più parlare di una data precisa per il mio rientro, pensavo di essere uscito dal tunnel qualche settimana fa: avevo ripreso con la squadra, da giorni mi allenavo regolarmente, e a Colle ero andato in panchina. Pensavo davvero di poter tornare a giocare. Il polpaccio invece mi ha detto ‘Simone non sei più un ragazzino, devi rallentare un attimo’. Ora spero nel giro di qualche domenica di essere a disposizione. Andare in palestra, in piscina e non poter fare ciò che ho sempre fatto è una sofferenza. Non ho intenzione di mollare, ho voglia di tornare a giocare, di dare il mio contributo come avrei voluto fare fin dall'inizio. Non dico niente, solo che spero succeda presto”. “Tutti, il presidente, il mister e il suo staff, i ragazzi, si stanno comportando da più che professionisti, lavorano sodo da questa estate e i risultati si vedono. Ora che siamo arrivati al rush finale sarà importante non disunirci, anche l’affetto del pubblico dimostrato ad agosto, il senso appartenenza e di rivalsa dei senesi, dimostrato con il numero di abbonamenti e di presenze in trasferta, saranno fondamentali. Noi cercheremo di fare più del 100 per cento come sempre, vogliamo arrivare in fondo come siamo adesso in classifica, primi, per tornare dove ci compete. La piazza lo merita, come le qualità tecniche e umane del gruppo e del mister”. Il pensiero di Vergassola è per i compagni più giovani. “Anche io ho iniziato a17 anni, in serie c a Carrara – ha sottolineato -, e guardavo con attenzione ai compagni più esperti, cercando di ascoltare i consigli che mi venivano dati. Con il sogno di fare quello che sono riuscito a fare. Nella Robur ci sono ragazzi giovanissimi e per loro è sicuramente bellissimo poter indossare la maglia della Robur. Ma è anche molto complicato trovarsi in uno stadio grande di fronte a un pubblico tanto numeroso, con alle spalle una storia pesante. Gli altri ti affrontano con il coltello tra i denti perché sei il Siena anche se questa squadra non ha niente a che vedere con il passato. Nei giovani il fattore emotivo influisce sulla prestazione. Quindi può succedere che nella loro crescita possano esserci momenti di difficoltà, indipendentemente dalla serie i cui giocano. I ragazzi però qua a Siena li vedo maturare giorno per giorno”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line
Ph: Vincenzo Frati