Vergassola: “I tifosi possono essere fieri di noi”

Sta finendo un’altra stagione. La stagione più difficile, probabilmente, da quando Simone Vergassola ha indossato per la prima volta la maglia della Robur e ne è diventato il capitano. È anche complicato fare un bilancio, con il campo che ha raccontato una favola e la società incapace di svegliarsi dall’incubo. Due destini incrociati, senza certezze sul futuro. Con un testimone da passare. Alla persona giusta.

Simone, guardiamoci indietro: cosa vediamo?
“Una classifica esaltante, con più di sessanta punti conquistati, figlia della grande cavalcata di una squadra che ha dovuto combattere per tutto l’anno tra mille difficoltà. Una squadra nuova, con tanti giovani, che si è compattata per raggiungere il suo traguardo. Anche grazie a mister Beretta e al suo staff. Nell’ultimo periodo abbiamo perso per strada punti importanti anche se l’impegno non è mai mancato e a livello di prestazione ci siamo sempre stati. Purtroppo rimanere indifferenti a tutto quello che sta succedendo fuori è impossibile: siamo uomini ancor prima che calciatori”.

Il momento più brutto?
“Questa estate, quando non sapevamo se ci saremmo iscritti. Abbiamo perso tutti quanti dieci anni di vita, sono state vacanze terribili”.

Il momento in cui avete invece tirato, anche solo per un attimo, un sospiro di sollievo?
“Per lo stesso motivo quando è stato scongiurato il fallimento e ci siamo iscritti. Siamo ripartiti tra i problemi, consapevoli che sarebbe stata una stagione tutta in salita, ma siamo ripartiti”.

La parola fallimento è tornata purtroppo di moda.
“Se penso al futuro, non vedo certezze e allora preferisco non pensarci. La cosa ingiusta, però, è che la responsabilità della salvezza del Siena sia ricaduta sulla squadra. Che la sopravvivenza del club sia dovuta passare dai risultati sportivi. Una pressione incredibile, che non avremmo dovuto vivere”.

Il futuro di Vergassola?
“Anche a quello preferisco non pensare. Ma so per certo che voglio stare più vicino alla mia famiglia. Molto più di quanto lo sia stato. I miei figli e mia moglie lo meritano. È giusto dedicarsi al lavoro, ma nella vita ci sono anche altre priorità. Mi hanno sempre sostenuto, ora devo farlo io”.

Quali, tra i giovani che hai visto crescere quest’anno, arriverà lontano?
“Non volendo dimenticare nessuno, potrei dire Rosseti, che è maturato tantissimo e ha ancora ampi margini di miglioramento. Lo stesso Cappelluzzo, giovanissimo. E Spinazzola che, se prenderà consapevolezza delle qualità fisiche e tecniche che ha, può raggiungere livelli altissimi. A me però piace particolarmente Schiavone: è un ragazzo meno estroverso rispetto agli altri, ma è un grande lavoratore. Ha un buon piede ed è cresciuto fisicamente. Ha la testa giusta, va avanti a capo basso, mi ricorda come ero io quando ho iniziato”.

C’è qualcosa che vuoi dire ai tifosi della Robur?
“Il gruppo, quest’anno più che mai, ci ha messo anima e corpo. Ha fatto tutto quello che poteva per il bene del Siena. La squadra non è che da applaudire. So bene che gli stati d’animo sono principalmente legati ai risultati e qualche volta non sono arrivati quelli sperati. Ma, per l’impegno che ci abbiamo messo, i tifosi non possono che essere fieri di noi. In tanti ci hanno compreso e ne sono felice. Sono felice che abbiano capito che siamo tutti delle persone vere”. (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo