Vergassola: Dieci anni intensi con la Robur, Firenze derby da onorare

“Il forte abbraccio che ci siamo dati sotto la curva quando Flo ha steso la Fiorentina”: tra i tanti momenti che ha vissuto nella lunga militanza in bianconero Simone Vergassola sceglie l'incornata del norvegese come quello che ancora lo emoziona di più. A fargli tornare in mente la storica vittoria sui viola è forse la vicinanza del derby di giovedì, un'altra pagina che il capitano, dopo dieci primavere con la maglia della Robur addosso, festeggiate due giorni fa, vuole scrivere a caratteri indelebili. “Dieci anni sono un traguardo importante, bello, gratificante e inaspettato – ha spiegato il capitano -: quando sono arrivato non avrei mai pensato di mettere le radici a Siena. E invece è andata così: questa città mi ha adottato, come ha adottato la mia famiglia e i miei figli. Sono contento di essere qua e alla fine tutto questo tempo è volato. Ne ho viste tante: sono cambiati i presidenti, le società, le situazioni. Ho vissuto momenti bellissimi, altri meno come la scorsa estate. Ma tutto mi ha arricchito, come uomo e come calciatore. Spero che il futuro sia sempre migliore”. Dal passato al presente. “E' una bella soddisfazione poter giocare una partita come quella di giovedì – ha detto Vergassola -, dopo aver battuto altre squadre di serie A esprimendo tra l'altro un bel gioco. Il derby con la Fiorentina, poi, è sempre una sfida importante per l'ambiente, per la città, per i tifosi e anche per noi. In più, giocare in Coppa Italia ci permette di presentarci alla trasferta di Crotone sulle gambe, in buone condizioni fisiche”. “A parte la Juve, che è di un altro pianeta – ha poi aggiunto -, credo che la Fiorentina, insieme alla Roma, sia la squadra che gioca il miglior calcio di Italia. Ho visto uno spezzone della gara che i viola hanno giocato con il Catania: non buttano mai via la palla, hanno qualità sia in difesa che a centrocampo, e in attacco a sostituire Rossi, che considero il più forte in assoluto del panorama, l'arma in più anche per la nazionale, è andato un altro grande giocatore quale Matri. Sarà una partita difficile per noi, ma non andremo a Firenze per fare una passeggiata. Dobbiamo approcciarci alla sfida senza troppe pressioni e senza fasciarci la testa, ma convinti di poter far bene, forti di come la stiamo preparando in questi giorni”. Il derby ha sicuramente compattato ancor di più l'ambiente e riportato entusiasmo con i tifosi che vogliono invadere Firenze orgogliosi dei loro ragazzi. “Già da questa estate abbiamo dimostrato tutto il nostro attaccamento alla maglia – ha ribattuto il bianconero -. Non solo noi che siamo rimasti, ma anche i giocatori che, pur consapevoli di andarsene, hanno compiuto un gesto importante. Anche i nuovi si sono resi conto subito della situazione complicata che stava vivendo il Siena e si è creato un bel gruppo. Mister Beretta, che già conosceva l'ambiente, si è calato subito nella nuova realtà e i risultati stanno arrivando. Potevamo avere qualche punto in più, che ci manca vuoi per qualche nostro piccolo errore, vuoi per qualche decisione arbitrale sfavorevole, vuoi per la penalizzazione. Ma il cammino è sicuramente positivo”. Da più parti si sente dire che la promozione è la salvezza della società… “Spero proprio di no – ha ribattuto il capitano – e comunque nessun peso: sappiamo di aver sempre fatto il nostro dovere, concentrati sul lavoro, impegnandoci nella maniera giusta. Dobbiamo continuare ad andare aventi come sempre, ragionando giorno per giorno, con la massima professionalità sia sotto l'aspetto umano che in campo. Quando sarà il momento vedremo dove saremo arrivati, ai play off possiamo giocarcela con tutti”. Intanto lui, sta ritrovando pian piano la condizione… “Durante la pausa ho lavorato da solo, dal 9 gennaio ho ripreso ad allenarmi con la squadra. Il polpaccio è a posto, adesso devo solo ritrovare la condizione e la situazione partita”. Le sue parole. Un accenno anche al mercato con i giovani della Robur, Giannetti e Rosseti, al centro di tante voci: giovani che il capitano ha visto crescere giorno dopo giorno. “Niccolò – ha chiuso Vergassola -, a livello di personalità e spogliatoio è più pronto: aveva già svolto altri ritiri con noi e si è sempre intravisto che sarebbe potuto diventare un grande giocatore. Lorenzo è più giovane e ovviamente gli va dato del tempo. Come tutti alla sua età alterna momenti di appannamento ad altri in cui lo trascina l'entusiasmo. Ma sta lavorando parecchio, sta prendendo coscienza dei propri mezzi e sta già raccogliendo i primi frutti delle sue fatiche. E' un valore aggiunto per questa squadra, basta non pretendere tutto e subito. Auguro a entrambi una grande carriera, perché hanno la possibilità di farcela: magari a giugno poi con la loro partenza daranno una mano alla Robur dal punto di vista economico, perché il Siena ha bisogno anche di questo”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line
Foto: acsiena