VENTURA: ONORATO DEL RICONOSCIMENTO, IL SIENA SI MERITA LA A

Prima di lui, Vujadin Boskov, Renzo Ulivieri, Giuseppe Papadopulo, Luciano Spalletti, Claudio Ranieri. Solo per citarne alcuni. Giampiero Ventura ha ricevuto la diciottesima Briglia d’Oro. L’attestato, nato per riconoscere i meriti di chi si è distinto nella professione, è finito così nelle mani di chi non semplicemente allena, ma che “allena per libidine” come preferisce dire lui. Una grande libidine, allora, quella provata quest’anno, alla guida di una squadra che ha saputo compiere un miracolo.
“Sono contento di questo riconoscimento – ha detto il mister del Bari –, prima di me è stato assegnato a grandi allenatori. Non posso che condividerlo con i ragazzi che hanno dato vita insieme a me a un’annata straordinaria, con la società, con la città di Bari. I nostri tifosi ci hanno seguito ovunque, in massa, ci hanno applaudito anche quando abbiamo perso. Hanno dimostrato tutto l’attaccamento alla maglia”. “Se siamo arrivati così in alto – ha proseguito Ventura – è grazie all’umiltà e alla voglia di mettersi in gioco di tutti quanti. Alla nostra voglia di crederci: attraverso il lavoro si può fare di tutto”.
L’intreccio quest’anno è strano: solo qualche settimana fa l’ “amico” Giorgio Perinetti era il suo diesse, ora è il responsabile tecnico della Robur… “Faccio un grosso in bocca al lupo a Giorgio – ha dichiarato il tecnico –, sono sicuro che con lui il Siena riuscirà a tornare subito nel calcio che conta. La Briglia d’oro è anche sua, è stato uno degli artefici di quest’annata speciale. E’ stato Giorgio in persona a chiamarmi e a dirmi ‘vieni giù, che c’è da far girare la palla’, quando stavo già prendendo accordi con la Triestina. Lo so in anticipo: per il Bari sarà sicuramente una grande perdita”. “Auguro di cuore al Siena di tornare subito in serie A – ha concluso Ventura –, è la categoria che le compete. Considerando quanto il Palio porti via energie alla città, il fatto che una squadra di calcio sia rimasta nella massima serie per sette anni, vuol dire che se la merita. Per quanto riguarda il mio futuro, vivo alla giornata. Vogliamo portare aventi il nostro progetto che ha trasformato giocatori da serie C in calciatori affermati che voleranno in Sud Africa: Bonucci, che sarà titolare nell’Italia, Alvarez, Koman… Mi dispiace per Ranocchia: lo ha fermato l’infortunio, anche lui aveva le carte giuste per giocarsi il Mondiale. Ma è giovane e ha tutto il tempo per rifarsi: gli infortuni, quando un calciatore è intelligente e determinato, non distruggono una carriera ma la rafforzano”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line