VENDITA SIENA: FUSI (BTP) SI RITIRA

Una cordata del Nord-Est e una che comprende degli imprenditori romani. Sono due le manifestazioni di interesse che, secondo le prime indiscrezioni, sono state recapitate ieri a Banca per l´Impresa, advisor del gruppo Monte dei Paschi, incaricato dall´attuale presidente Paolo De Luca, per cedere il suo pacchetto di maggioranza del Siena. Le offerte avanzate non sembrerebbero però in grado di rilevare tutte le quote messe in vendita da De Luca lo scorso dicembre. Si parla infatti di due proposte che interesserebbero poco più del 50 per cento del capitale. Senza dubbio il colpo a sorpresa è l´uscita di scena di Riccardo Fusi, della Baldassini-Tognozzi-Pontello che, al momento attuale, non ha presentato alcuna offerta e difficilmente lo farà nei prossimi giorni. Il mandato a vendere scade infatti il 28 febbraio. Alla finestra è per ora rimasto anche Marco Bassilichi, ma in questo caso il discorso non sembra completamente chiuso. Per l´imprenditore che opera nel settore dei servizi alle banche, la porta potrebbe restare aperta per la parte del capitale che non sarà rilevata da una delle due cordate. Lo stesso discorso vale per altri rappresentanti dell´imprenditoria locale senese. Vedendo lo scenario attuale, nessuno è pronto a sborsare i 25 milioni di euro richiesti da De Luca. Anche il consorzio di costruttori edili senesi Malizia srl, potrebbe trovare la formula giusta per rilevare una quota di minoranza. Ancora in gioco quindi il “progetto Robur”, che prevede il coinvolgimento popolare con il supporto della Finanziaria senese di sviluppo. Una sorta di azionariato di minoranza che si andrebbe ad affiancare a Claudio Mangiavacchi, attuale vicepresidente della società bianconera e proprietario del quattro per cento delle azioni, mantenendo elevato il livello di rappresentanza senese all´interno della nuova società. Fino al 28 febbraio l´advisor Banca per l´Impresa valuterà le proposte avanzate dall´avvocato Carlo Colombotti, per conto di un gruppo di imprenditori del Nord-Est e da Giovanni Lombardi Stronati in rappresentanza di alcuni uomini d´affari di Roma. (Giovanni Pellicci)

Fonte: La Repubblica