Vassallo: “Metterei la firma per ripetere il girone d’andata”.

Vassallo: "A Siena sto crescendo, mi sento pronto per la serie B. Il contratto? Se ne parla a gennaio.".

Le feste natalizie, visti i tempi stretti, le ha trascorse “in itinere”. Prima a Siena, con la famiglia che lo ha raggiunto da Palermo, e poi a Foligno, dai parenti della sua ragazza. Ma la mente di Francesco Vassallo, tra un panettone e un brindisi, non si è mai allontanata dal momento attuale. Il Siena, a metà campionato, diverte, gioca ed è secondo. Impossibile resettare del tutto. “E’ stato un momento per stare insieme, per rilassarsi. Ma il pensiero non poteva non andare ad una partita importante come quella col Pisa”.

Un Natale comunque dolce, Francesco, vista la vittoria di Lucca, la più larga del campionato.

Quando si vince è sempre bello, noi lo abbiamo fatto in un modo strepitoso. Siamo partiti male ma non malissimo, con l’episodio dubbio del fuorigioco. A livello regolamentare è regolare, però ci sono arbitri che fischiano. La settimana prima Marotta aveva lasciato la palla a Neglia ma il gioco fu interrotto. Ci è andata anche male perché Del Sante ha trovato il gol, ma alla fine siamo stati bravi a trovare il pareggio e poi vincere. E’ uscita fuori una delle migliori partite.

Una delle migliori partite, a pochi giorni dalla peggiore, col Cuneo.

Sì, ero squalificato e l’ho vista su Sportube. Non penso che i ragazzi abbiano staccato la spina. Semplicemente non c’erano le condizioni per esprimerci al meglio. Vedevo i miei compagni scivolare, il telecronista aveva avvisato di una temperatura sottozero, il campo era ghiacciato e non ha aiutato. Non aiuta nemmeno gli avversari, ma una squadra tecnica e meno abituata fa molta più fatica.

Possiamo dire che la squalifica è arrivata nel momento giusto. Ti ha permesso di svolgere una settimana di lavoro classica.

Sicuramente. Sono stato fortunato, quando arrivano le squalifiche spesso ti costringono a star fermo più a lungo, così invece è come se fosse stato tutto normale.

18 partite giocate su 36, il che vuol dire che siamo a metà campionato. Un bilancio?

Molto positivo, oltre le aspettative. Dopo un grande girone d’andata, spero di fare altrettanto in quello di ritorno. Ci metterei la firma. Proviamo a raggiungere il Livorno e a conservare il secondo posto.

Il Livorno è arrivabile?

Diciamo che ha un gran vantaggio, ed è difficile andare a riprenderlo. E’ uno squadrone, ma spero che faccia come l’Alessandria l’anno scorso.

Mignani ha detto che non vede, quest’anno, delle squadre al pari della Cremonese.

Ci può stare. Però è anche vero che il campionato l’ha perso l’Alessandria. Che, per fortuna del Livorno e anche nostra, sembra tagliata fuori dai giochi stavolta.

Restringendo il campo, direi che per il podio se la giocano Livorno, Siena, Pisa e, al massimo, la Viterbese.

E’ vero, però occhio perché se perdi tre partite ti ritrovi sotto. Noi ne abbiamo una da recuperare, ma va vinta e a Piacenza sarà dura.

Tre partite di fila le avete perse in casa, tra fine ottobre e novembre. Eravate primi da tre settimane, il primato vi ha fatto perdere concentrazione?

Di sicuro non ci siamo montati la testa, ma un calo di concentrazione sì, è probabile. Se poi consideri che la fortuna ci ha girato le spalle… Comunque non deve ricapitare più. In questo campionato se molli un po’ ti mangiano. L’abbiamo visto anche a Cuneo.

Secondo molti, Francesco Vassallo quest’anno è cresciuto molto, tira di più, è più decisivo.

Sono d’accordo, una crescita c’è stata. Ma il merito va anche ai compagni, alla squadra che ti aiuta. Ognuno di noi è nelle condizioni di dare di più, passi la palla e sai cosa fare. Poi essendo il secondo anno è venuto tutto più facile.

Anche a Pistoia, il secondo anno, hai notato una crescita personale?

Sì, ma Siena è una gran piazza, ti aiuta a maturare un’esperienza che poi ti porti dietro negli anni.

A Foligno, Bolzano e Pistoia (1° anno) ti sei sempre fermato a 3 gol. Adesso sei già a 2: il record è a portata di mano.

Lo standard è quello, spero di batterlo. Non sono uno che tira tanto, preferisco il gioco di squadra, però in effetti ci sto provando più del solito quest’anno e mi fa capire che devo provarci ancora di più.

Diciamo che scegli il tiro solo se sei sicuro di avere grandi possibilità di segnare.

Non tiro da lontanissimo, questo sì. Preferisco darla ad un compagno piazzato meglio.

L’anno scorso eri il fratello maggiore di Paolo Grillo, stavolta con chi hai legato di più?

Paolo era il primo anno che usciva da Palermo. Quest’anno il palermitano è Danilo Bulevardi ma da questo punto di vista è già maturo. Sto bene con tutti, in particolar modo con Marotta. Stiamo insieme anche nella vita privata.

Il tuo contratto è in scadenza. Quando penserete al rinnovo?

Sicuramente a gennaio qualcosa si muoverà. Ma se ci pensassi adesso, potrei non viverla bene questa situazione. Preferisco dedicarmi al campo. Ne parlerà l’agente quando sarà il momento.

Ma da parte tua c’è la volontà di continuare?

Io a Siena sto bene, bisogna vedere alcune cose ma stiamo facendo un gran campionato, è normale che voglia continuare qui.

Adesso arriva il Pisa. L’obiettivo è proteggere il secondo posto?

Incontriamo una squadra molto forte, attrezzata per vincere il campionato. E’ una partita tosta, sarà una vera e propria battaglia. Bisogna dare tutto anche perché poi arriva la sosta. E’ fondamentale non perdere. Ovvio che punteremo a vincere, però anche in caso di pareggio resteremmo secondi.

Come stai vivendo, personalmente, questo campionato di vertice?

Bene, sono felice. Queste sono le situazioni che piacciono a me, che mi gasano. Non sto avendo pressioni, quelle ce l’hai quando stai giù e devi vincere per forza. Già a Bolzano siamo arrivati ai playoff perdendo in semifinale.

Sei convinto che il tempo di provare la B, per te, sia maturo? Se non ora, l’anno prossimo…

Io spero di arrivarci quest’anno col Siena, me lo auguro e se lo merita la Robur. Adesso ho la giusta esperienza per provarci, è vero. Poi magari vado lì, non ci sto bene e mi rendo conto che la C è la mia categoria, ma voglio provarci. A 24 anni, penso di essere pronto.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo