Varutti replica a Ponte: “L’offerta eclatante non l’ho vista. Ecco perché me ne sono andato”

E’ un fiume in piena, Mickael Varutti, accasato al Rimini e primo giocatore de fatto a lasciare la Robur Siena. In modo passionale ma sensato, crudo ma sincero, tira fuori la sua verità, che differisce totalmente da quella raccontata da Ponte. “Varutti? Ci tengo a dire che non è andato via per una questione economica, ma personale, legata alla famiglia. Io ho fatto una proposta importante al giocatore il quale però l’ha declinata perché la sua decisione era quella di avvicinarsi ai familiari” – ha detto il presidente oggi al Corriere di Siena. “Quali problemi familiari, sono fuori casa da 10 anni. Fosse stato per quello sarei andato a giocare a Pordenone, non Rimini. E l’offerta economica eclatante di cui parla Ponte, in realtà sono meno soldi dell’anno scorso”.

Mickael, come è andata veramente la trattativa?
Dopo la Poule Scudetto erano passati 15 giorni e la società non aveva sentito più nessuno. Quando Ponte mi disse che sarei stato riconfermato, era il 15 giugno, già c’erano società interessate a me come la Spal e il Matera. Io ho rilasciato interviste dicendo che la mia priorità era Siena. Dopo è passato diverso tempo e non si è fatto sentire nessuno. L’8 luglio ci siamo risentiti, ma l’ho dovuto chiamare io, non lui. Già avevo perso le occasioni di andare a giocare a Ferrara o Matera, perché giustamente le società interessate non potevano aspettare a lungo. L’8 luglio, comunque, ho detto a Ponte dell’offerta del Rimini. Ci siamo dati appuntamento per venerdì. Ancora una volta, se non lo chiamavo io, lui non avrebbe chiamato.

Poi che è successo?
Ho parlato con Materazzi dicendogli che mi prendevo dei giorni di tempo, sono tornato a Udine e mi sono schiarito le idee. Loro avranno pensato che stavo rifiutando per problemi familiari, ma se fossero stati quelli sarei andato al Pordenone. Sono in giro da dieci anni, non è quello il problema.

Come mai la decisione di Rimini?
Ho pensato che per come era andata la scorsa annata, per come sono stato bene a Siena, non potevo rimanere. Per rispetto dei miei compagni, per come sono stati trattati. Non c’è stata riconoscenza.

Ponte dice di aver formulato una proposta importante per farti rimanere
L’offerta economica eclatante di cui parla Ponte sul Corriere di Siena, in realtà sono meno soldi dell’anno scorso. A livello di entrata magari sono gli stessi, però c’è da tener conto altre spese come la casa. Ma non è una questione economica, quella sedendosi ad un tavolo si trova. A Siena era iniziato un progetto triennale che con gli addii di Morgia e Pisaneschi è crollato. E io il nuovo progetto non lo vedo. Poi ovviamente spero per i tifosi che Siena riconquisti la categoria che merita.

La tua vicenda è accaduta anche con altri tuoi compagni?
Sì, è successa anche con altri giocatori. Ad un compagno ho detto di chiamare il presidente, perché lui non si sarebbe fatto vivo. Così a giugno lui ha contattato Ponte e a parole era riconfermato. Poi a luglio ha saputo che non era parte del progetto. E io avevo già qualche società che mi voleva, lui no..

Mickael, chiudiamo con un saluto ai tifosi?
Ringrazio i tifosi per questo fantastico anno passato insieme, sono stati fantastici. Il mio spero non sia un addio ma un arrivederci.

Giuseppe Ingrosso

Fonte: Fedelissimo Online