Valentini: “Noi faremo di tutto per provare a salvare il Siena”

Un lunga intervista, concessa a La Nazione. Per parlare di Robur e del futuro. Bruno Valentini, nel pomeriggio prima dell’estrazione ha detto la sua. Riportiamo in maniera integrale l’articolo uscito quest’oggi su la Nazione:

«Non si può scoprire a luglio ciò che era a luglio quello che era chiaro già a inizio campionato».
Bruno Valentini è seduto nel suo ufficio a Palazzo Pubblico. Fa caldo. Tanto caldo, nonostante il `pinguino', piazzato proprio sotto la finestra, sbuffi aria fresca. In continuazione. Ma è insufficiente. Come quella di cui ha bisogno la Robur per continuare a restare nel calcio che conta. Manca poco all'estrazione delle contrade per il Palio dell'Assunta, in lontananza risuonano i cori del popolo di Fontebranda in festa per il trionfo in Piazza di Tittia e Guess. Tutto, intorno, fa pensare ad una città che si ritrova intorno alla sua Festa. Eppure lo sguardo del primo cittadino non è rilassato. Sono ore febbrili. Il 16 luglio scade il termine per l'iscrizione al prossimo campionato. Una data che è dietro l'angolo. La porta si fa sempre più stretta. Proprio come l'aria da respirare che è sempre più rarefatta.

Cosa succede?
«Noi faremo di tutto per provare a salvare il Siena. Ma il punto resta che in molti, troppi, sono rimasti inerti di fronte agli annunci, dati per tempo, che le sponsorizzazioni alla fine di questo campionato non sarebbero state confermate. E del resto non si può pensare che mentre in banca si attuano esodi incentivati, si ricorre alla solidarietà, si tagliano gli sportelli, si riducono i dirigenti, s'intervenga ancora `a pioggia' per il mondo dello sport».

Di chi è la responsabilità di questa inerzia?
«Siamo di fronte ad un passaggio epocale. E non è che se la crisi finisce torniamo indietro ai livelli precedenti. La realtà è che, quando anche vedremo la fine del tunnel, ci stabilizzeremo su quella che è la situazione attuale. Dovremo pensare tutti, nessuno escluso, a sacrifici e razionalizzazioni».

Molti giocatori sono stati ceduti altri hanno accettato la decurtazione degli ingaggi?
«Il problema è molto ampio. Le sponsorizzazioni dell'anno precedente servivano a pagare la spesa corrente. E oggi qualcuno vorrebbe utilizzare il `paracadute' della Federazione per chi si iscrive alla B non per partecipare al prossimo campionato, quanto per pagare gli stipendi arretrati».

Debito con debito?
«Nessuno oggi può più usare la leva del debito. Questo non è possibile per lo Stato, per le Regioni, per i Comuni. Anche noi, come amministrazione, godevamo di 900mila curo l'anno di sponsorizzazioni. Ci sono state tagliate. E stiamo attuando la spending review. Non per questo abbiamo rinunciato alla Notte Bianca, all'ultimo dell'anno. Il cartellone degli spettacoli estivi è più ricco – e tra l'altro ha già fatto il sold out – costando molto meno della Città Aromatica».

Incidere sui costi, certo. Ma a rischio c'è l'iscrizione al campionato. La sopravvivenza della Robur…
« E' ' venuto il momento di ragionare su cosa difendere e come salvarlo. Massimo Mezzaroma non è in grado in questo momento di far fronte ad altri impegni finanziari. Con le banche ha varato un piano per le sue imprese e non può attingere soldi dalle sue aziende per investire sul Siena. Banca 11ps chiede garanzie e un progetto industriale sostenibile».

In passato anche altre città toscane hanno avuto difficoltà analoghe. A Pisa il sindaco Filippeschi e i consiglieri comunali costituirono una srl per iscrivere la società al campionato.
«Da parte mia farò tutto il possibile per salvare la Robur. E proprio visto quanto e successo anche a Pisa ci dobbiamo impegnare per non far fallire il Siena».

 È pronto a chiedere un passo indietro e Mezzaroma?
«Se serve per consentire alla Robur di continuare ad esistere sì. Qualcuno ha detto che la famiglia è pronta a rinunciare alla buona uscita. Credo che questo non sia neanche in discussione. Il problema è dei debiti che nessuno si vuole accollare».

Oltre 80 milioni di giuro….
«Ed è proprio per questo che anche coloro che si sono fatti avanti come possibili compratori, di fronte a questa montagna pregressa si sono tirati indietro».

Alla fine siamo in un vicolo cieco?
«Tutte le strade devono essere battute. Sono convinto che, di fronte ad una chiarezza societaria, anche banca Mps, nei limiti di quanto ci siamo detti, non si tirerebbe indietro».

I vertici su questo sono stati chiari, come ha riconosciuto lei stesso…
«Lo sport non è solo divertimento, è anche lavoro. Ci sono ditte che devono essere pagate. La Banca ha il dovere di garantire una qualche forma per assicurare un atterraggio morbido».

La crisi non investe solo il Siena, ma anche altre realtà sportive cittadine?
«Chi si è attrezzato in modo da avere altri introiti (dalle famiglie, da sponsorizzazioni varie) si trova in condizioni di maggiore serenità. Ma è chiaro che nessuno può pensare di fare tutto come nel passato. Quel tempo è finito. Bisogna individuare le eccellenze e salvarle».

La classe politica è pronto a fare la sua parte
«E' bene che nessuno getti benzina sul fuoco. Qui bisogna stare attenti ad agitare gli animi. Il tempo dei mecenati interessati che usavano tutte le leve del potere e della finanza per rafforzare il proprio potere è finito. La finanza ci ha illuso di aver vinto e poi ci ha mangiato. Oggi dobbiamo fare con il nostro e anche la politica deve superare i propri ritardi e ritrovare la propria autonomia».

Fonte: Fedelissimo Online