Vaira: “Il vero Siena non è quello visto a Novara, ho grande fiducia in squadra e mister. Mercato? Se non esce nessuno rimaniamo così”

Con il campionato fermo fino ad anno nuovo, l’attenzione da ora in avanti sarà rivolta tutta al mercato di riparazione. Ha parlato di questo e molto altro il Direttore Sportivo bianconero Davide Vaira, nella conferenza stampa di questo pomeriggio. Di seguito le sue parole:

Pausa forzata – “La premessa è che questo stop è doveroso. Siamo arrivati ad un livello di insostenibilità clamorosa, è inutile ripetere tutti i problemi economici che ci sono. A parte 4/5 squadre che hanno possibilità economiche che non c’entrano niente con la categoria, per squadre come la nostra diventa difficile perché ci sono tanti costi e pochi ricavi. Mi dispiace non giocare perché andare in vacanza con quattro gol sul groppone mi dà noia, ma a mente fredda dico che possiamo recuperare gli infortunati: Cesarini e Lombardo non li avremmo avuti. Possiamo riordinare le idee, ci riassestiamo a livello fisico e mentale per cui lo accettiamo”.

Novara – “Spererei sempre che non ci fosse bisogno di una sconfitta del genere per dare una svolta al campionato, ma è vero che una schiaffo simile nei giocatori potrebbe far scattare una scintilla. Io ho detto alla squadra quello che pensavo, ed è una cosa che rimane tra me e loro, ma deve far scattare per forza qualcosa dentro. Per una squadra come la nostra non penso sia accettabile una sconfitta di quelle proporzioni. Non credo ci siano quattro gol di scarto tra noi e il Novara, senza nulla togliere a loro, ma sono convinto che il vero Siena non sia quello”.

Priorità – “È il mio quarto anno a Siena ed in tutti i mercati di riparazione vengono fuori un po’ le solite cose. La premessa che faccio è che sono stra-convinto che in questa squadra non ci sia nulla a cui porre rimedio, penso abbia dimostrato di potersela lottare con tutti, e credo sia completa sia a livello numerico che qualitativo. Poi ovviamente tutte sono migliorabili, ma non voglio buttare fumo negli occhi. La presidente fa sacrifici inimmaginabili; io, l’avvocato De Rensis e Serena Saletti, che approfitto per ringraziare, siamo gli unici a sapere cosa veramente ha passato Anna Durio. Ad ogni modo, dalla riunione che abbiamo fatto è stato deciso che prima di tutto dovremo fare mercato in uscita, una volta fatto quello eventualmente vedremo dove intervenire. Se non esce nessuno non facciamo nulla in entrata, rimaniamo così”.

In uscita – “Abbiamo Varga, Brumat, De Santis e Bentivoglio. Il resto lo valutiamo. Setola ad esempio ha chiesto se c’è una situazione dove può trovare un po’ di continuità, ed è una richiesta legittima perché è un ragazzo di valore. Chiaramente l’arrivo di Lombardo lo ha un po’ chiuso, perché ha qualità a cui un allenatore difficilmente rinuncia”.

Polidori – “Devo parlare con il ragazzo, fino ad adesso si è comportato come un professionista esemplare quindi innanzitutto ci vuole rispetto nei suoi confronti. Credo che nel suo caso non sia scoccata la scintilla, qualche critica all’inizio l’ha accusata essendo anche un ragazzo molto sensibile. Secondo me le sue prestazioni non sono mai mancate, è chiaro all’inizio dell’anno era stato preso per garantirci la doppia cifra. La sensazione che lui non senta la fiducia l’ho avvertita anche io, per questo voglio parlarci. Io sono convinto che in questa categoria lui sia un giocatore importantissimo, ma alle volte non si creano le situazioni sperate e le cose non vanno come avevi sperato”.

Romagnoli – “Mirko ha fatto le sue partite e le ha fatte bene, sia campionato che in coppa. Non ha manifestato nessun tipo di intenzione, e noi non abbiamo voglia di privarcene a meno che non chiami la categoria superiore. Considerando che c’è Varga in uscita noi non vogliamo intervenire in quel reparto. Su di lui facciamo tanto affidamento, sono convinto che nella seconda parte di stagione potrà darci una grande mano”.

D'Auria – “Gianluca l’avevo seguito diverse volte, ero anche andato a vederlo giocare, sono contento si sia imposto a suon di ottime prestazioni. Ho già avuto diverse chiamate dalla categoria superiore. Deve continuare a lavorare, la cosa che di lui mi piace è che è molto serio e molto professionale, tutti gli vogliono bene. Ha tanti margini di miglioramento a mio avviso”. 

Bentivoglio – “Mentre Polidori il suo contributo a livello di prestazioni lo ha dato, su Bentivoglio il discorso è più complicato. Determinate cose penso sia meglio rimangano all’interno dello spogliatoio, non è successo nulla di grave altrimenti ci saremmo comportati in altro modo. La scelta è stata fatta dal mister e io l’ho accettata. Al 20 dicembre è più facile dire che è stata sbagliata la scelta su di lui. Come per tutti i giocatori ne avevo parlato con il mister che avendolo avuto anche a Padova si era detto contento del suo arrivo. A volte entrano in gioco situazioni di campo e non che portano ad una strada piuttosto che ad un’altra. Capisco che dall’esterno possa sembrare strano, ma rimane una scelta tecnica legata anche ad altri aspetti. Il discorso è più complicato e non mi sembra corretto affrontarlo con la stampa. Simone rimane un professionista, i rapporti sono cordiali e andrà trovata una strada di comune accordo perché non è un giocatore che può rimanere senza giocare. Premesso che il mercato in uscita non lo determini tu, rimangono comunque giocatori importanti per la categoria”.

Chi ha giocato meno – “Ortolini non voglio farlo uscire, ho già parlato con il suo agente, abbiamo intenzione di tenerlo. Aldilà del contributo che ci ha dato, vedo che più sta dentro il gruppo e più cresce. Sono convinto che anche lui ci potrà dare tanto nel girone di ritorno. Anche Campagnacci rimane, ma deve dare di più per quelle che sono le sue capacità, come aveva fatto in estate meritandosi il rinnovo del contratto. Ha avuto un infortunio atipico che col calcio non c’entra nulla e questo lo ha un po’ destabilizzato. A gennaio deve essere in condizioni ottimali. Andreoli e Argento? Sono soddisfatto di quanto hanno saputo fare, e ci permettono di avere un livello di allenamento alto. Poi vale lo stesso discorso di altri, se qualcuno mi chiede di trovare più continuità ne parliamo. Ma in mezzo, Bentivoglio a parte, non si muove nessuno”.

Entrate – “Dipende dalle uscite, davanti siamo tanti. Se esce qualcuno prendiamo qualcuno davanti. In mezzo al campo abbiamo giocatori bravi, sto aspettando ancora che Da Silva dia continuità alle prestazioni. Ha delle caratteristiche che ci potrebbero portare qualcosa, ha avuto qualche infortunio e ha patito qualcosa a livello mentale ma non possiamo aspettare i giocatori, anche da lui ci aspettiamo un cambio di marcia. Secondo me ha le caratteristiche giuste per portarci qualcosa di diverso in mezzo. Nel mercato può succedere di tutto, io non chiudo le porte a nulla ma l’idea è questa". 

Attacco – “Alcuni nomi che sono usciti sono improponibili, non bisogna vendere fumo negli occhi. Di Gliozzi non è corretto parlarne, in primis perché gioca in una squadra che fa un campionato a parte e quindi non si vuole spostare, e poi perché a livello economico non siamo competitivi. Quando si doveva rilanciare ce lo potevamo permettere, ora non è un giocatore che rientra nei nostri parametri. È chiaro che il mercato lo sto guardando, quindi se dovesse succedere qualcosa le idee ce le ho”.

Rinnovi – “Al momento è tutto fermo, nell’idea ci sarebbe di affrontare il discorso ma ora avevamo altre cose a cui pensare. Cesarini credo una volta di più abbia dimostrato la sua importanza in questa categoria, considerando che dopo la scorsa annata qualche dubbio potevano avercelo sia lui sia l’ambiente. Per noi è un calciatore importante, a tempo debito affronteremo la questione. Oltre a lui in scadenza ci sono Lombardo, Panizzi e Ferrari. Per tutti ci sarà tempo per parlarne, sono tutti ottimi ragazzi”.

Cambiamenti estivi – “Sicuramente il fatto di aver cambiato allenatore e quindi modo di interpretare le partite e la settimana, oltre ad aver cambiato diversi giocatori, potrebbe essere stato un fattore perché comporta un certo tempo di adattamento. Se però ripenso alla partita con l’Olbia abbiamo perso dopo non aver subìto nemmeno un tiro in porta, a volte queste situazioni vengono anche enfatizzate dagli episodi. Però il percorso fatto credo stia portando ad una crescita”.

Dal Canto – “Sono molto soddisfatto del mister, sia del rapporto che ho con lui che per quello che ha dato alla squadra. Dopo la partita con Pontedera gli ho fatto i complimenti, e io di solito non ne faccio tanti. Dopo i 70 minuti con il Pontedera ho visto il Siena che avevo in mente quest’estate. Perché chi fa questo lavoro deve andare oltre a quello che è il risultato, non basta quello ma bisogna analizzare la prestazione. Sono molto contento di Dal Canto”.

Contestazioni – “Quella è l’ultima cosa che guardo, accetto le critiche perché so che fanno parte del mestiere. Per me sono uno stimolo, è chiaro che non sono contento di quello che dicono i tifosi però rispetto le loro parole, l’importante è che continuino a sostenere la squadra. Non sono un ruffiano, caratterialmente sono così, sto nel mio. Io lavoro tanto, cerco di fare il meglio per quanto nelle mie possibilità. Se il DG e la Presidente hanno detto certe cose è perché hanno visto come lavoro. Però le critiche le accetto, sono il responsabile sportivo della squadra quindi se la squadra perde cinque partite in casa è normale che i tifosi fischino. Rispetto tutti i tifosi, con alcuni sono anche in buoni rapporti. Non ho nessun tipo di problema”.

Secondo posto – “A questa squadra ci credo tanto, la vedo lavorare quotidianamente, rivedo un po’ il gruppo del primo anno di Mignani. Stiamo facendo un lavoro importante, il gruppo è passato attraverso numerose difficoltà, sono orgoglioso di come ne siamo venuti fuori e di come la squadra scende in campo. Credo che siamo in grado di giocarcela con tutte quante, lo abbiamo dimostrato sul campo Novara escluso. Battaglieremo fino alla fine, questo è poco ma sicuro. Ho grande fiducia in allenatore e giocatori perché vedo come sono cresciuti”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol