Uno sciopero che deve far riflettere

Buongiorno a tutti.
Sono tifoso appassionato del Siena fin da piccolo, e a partire dalla fine degli anni novanta, ho iniziato anche a frequentare il vostro storico Club che mi ha permesso di vivere la mia passione per la Robur in maniera più diretta.
Ho visto in questi anni una lenta ma costante trasformazione del mondo del calcio, che pian piano, anno dopo anno, si è letteralmente divorato la mia passione lasciando dentro di me un vuoto difficilmente decifrabile. Io, come la maggior parte di noi, ho assecondato ogni cambiamento e ad esso mi sono piegato, seguendo la mia Robur alle ore più assurde nei giorni più assurdi, ma sentivo che lentamente mi veniva sottratto qualcosa che non riuscivo bene a comprendere.
Ammiro chi, a differenza di quanto ho fatto io, ha iniziato ad alzare la voce e a ribellarsi perchè evidentemente, questo sentimento che ho io, non ce l’ho soltanto io.
Ma noi, tutti, (o forse qualcuno ha avuto il coraggio di farsi da parte, non lo so) anche quelli che hanno protestato, siamo rimasti lì, giorno dopo giorno, mese, anno, a farci strappare di mano quello che avevamo fatto nostro in tutti
questi anni.
Ed è difficile prendere le distanze da una passione dove oltretutto si intrecciano le amicizie di una vita o anche solo di un periodo di vita che ti ha segnato profondamente.
Lo sciopero dei giocatori per me è stato come uno scossone, un ritorno alla realtà. Sento il dovere di esprimere il mio pensiero, quello che ho tenuto nascosto per un paio di anni ma che è necessario che esprima.
Lo sciopero dei giocatori non è, a mio avviso, e non sarà l’ultimo degli atti; ormai la degenerazione del mondo del calcio da sport ad arma di distrazione di massa oltre che trampolino di lancio per la politica, per il businnes (o forse
anche peggio, ma è bene fermarsi qui), può, secondo me, arrivare anche oltre.
Io sono un appassionato, vero, come la maggior parte di voi che leggerete.
Facciamo tornare il calcio quello che era, quello che tutti vorremmo che fosse. Il calcio è nostro, non è loro. Siamo noi che abbiamo creato un’interesse tale intorno al calcio che ha consentito ad alcuni avvoltoi di manipolarlo e farlo diventare quello che è diventato.
SMETTIAMO.
Disdiciamo, chi li ha, tutti gli abbonamenti televisivi; disdiciamo, chi li ha, tutti gli abbonamenti per lo stadio e chiediamo i rimborsi. Non è che così siamo meno tifosi del Siena. Il Siena è comunque parte di noi, e questo non ce lo toglie nessuno. Togliamo noi questi disturbatori dalle nostre vite.
SMETTIAMO, per quanto tempo?
Non lo so, il tempo che il calcio ritorni ad essere quello che noi vorremmo che fosse. Noi non dobbiamo essere passivi, almeno nelle passioni!!!!
E SEMPRE…FORZA SIENA
Falino