Unione Sarda – Cagliari “rullato” dal Siena

Il presidente Cellino aveva visto bene: «Se giochiamo così, il Siena ci rulla», aveva detto alla vigilia dell’esordio del Cagliari al Sant’Elia nel campionato di serie A. Puntuale è arrivata la sconfitta (3-1) al termine di una prestazione incolore. Doppietta di Calaiò e gol nel finale di Reginaldo: rossoblù in ginocchio nonostante il gol realizzato da Jeda su rigore. Deconcentrazione? Sottovalutazione degli avversari? Scarsa organizzazione? A completare il quadro delle disgrazie, la balbettante esibizione di Federico Marchetti, fresco di terza convocazione in Nazionale, e questa volta non per un’amichevole ma per due partite di qualificazione ai Mondiali di Sudafrica 2010. Se sul primo gol di Calaiò il portiere rossoblù poteva fare ben poco (qualcosa in più avrebbero dovuto fare Pisano e Lopez), il secondo è nato da un’uscita errata di Marchetti, che si è fatto sfuggire il pallone costringendo poi Astori a un avventuroso salvataggio di testa sulla linea di porta. Sul susseguente angolo, la comoda incornata di Calaiò, blandamente controllato da un Biondini improvvisamente in regresso rispetto ai buoni segnali di Livorno. Infine, dopo che Jeda aveva freddamente trasformato il giusto rigore assegnato per un fallo di mano di Ghezzal su tiro di Agostini, il sipario è stato calato, su angolo di Fini (due assist decisivi, la dolce vendetta dell’ex), da una buffa incornata di Reginaldo, guardato a vista (nel senso che lo ha solo osservato senza intervenire) da Conti, forse ingannato dal fatto che si aspettava la necessaria uscita di Marchetti, solitamente dominatore della propria area e, a maggior ragione, padrone assoluto dell’area piccola, dove è spiovuto il pallone dalla bandierina.
Una sconfitta severa, tutto sommato meritata, non perché il Siena abbia toccato eccelse vette di gioco, ma perché ha commesso meno errori e ha dimostrato di essere perfettamente preparato dal punto di vista tattico. Un fatto non inaspettato, considerando il perfezionismo di Giampaolo che, con Fini e Del Grosso, ha completato il tris degli ex.
Gli ospiti hanno vacillato solo dopo l’1-2 di Jeda, perché il Cagliari si è gettato in avanti quasi allo sbaraglio, trasformando la gara in una specie di partita a flipper dove le distanze tra i reparti sono saltate, gli inserimenti, i tagli e i raddoppi non si sono visti più. In questi frangenti, ci poteva anche scappare il pareggio. Invece, su un banale angolo, l’incornata di Reginaldo che ha chiuso il conto. Curioso constatare che i goleador della partita, ieri avrebbero potuto giocare indossando la maglia rossoblù. Reginaldo è stato sul punto di farlo la scorsa stagione, Calaiò è stato uno dei candidati alla sostituzione di Acquafresca prima dell’arrivo di Nenè. Per carità, nessun confronto. I conti si faranno alla fine. Per intanto, il Siena è uscito dal campo a braccia alzate per una vittoria che ha cancellato l’amara (e forse immeritata) sconfitta con il Milan all’esordio.
Allegri ha insistito con Larrivey ma l’argentino non lo ha ripagato. Al 13′ un cross radiocomandato di Jeda dalla destra ha pescato l’argentino alle spalle della difesa del Siena, sempre piuttosto alta. Ma Larrivey, anziché controllare di petto e andare al duello individuale con il portiere Curci con alte probabilità di vincerlo, ha optato per un bizzarro tocco di testa all’indietro per un compagno accorrente che, però, non c’era. La partita dell’argentino è finita a questo punto. Il pubblico ha iniziato a beccarlo e i mugugni si sono trasformati in sonori fischi quando Allegri lo ha sostituito con Matri.
Il nuovo entrato si è piazzato sull’out di sinistra, cercando di allargare il gioco e aggirare il munitissimo dispositivo difensivo del Siena, sostenuto da una difesa alta e da una grande concentrazione di uomini in mezzo al campo. Conti, nonostante l’ammonizione (e una gli era stata risparmiata dopo pochi minuti) ha giocato discretamente. E anche Lazzari a tratti ha brillato. Il centrocampo, però, non ha mai raggiunto le vette di gioco della passata stagione, andando avanti a strappi. Scarso il contributo di Cossu, richiamato per inserire Nenè.
Dopo l’uno-due di Calaiò, il Cagliari ha avuto la fortuna di rientrare in partita. Netto il fallo di mano di Ghezzal su conclusione di Agostini, esemplare la trasformazione del rigore. Era la mezzora, il Cagliari aveva a disposizione quindici minuti più il recupero (quattro minuti) per cercare di costruire con calma la clamorosa rimonta. Invece, ha optato per la bagarre, appoggiando costantemente il gioco su Matri che, in velocità ha spesso messo in difficoltà lo spilungone Rossettini. Matri ha avuto anche la palla buona per raddrizzare la partita ma il suo sinistro (favorito da un coraggioso colpo di testa di Nenè e un altrettanto ardito corpo a corpo di Jeda tra i due corazzieri Ficagna e Brandao) è stato rintuzzato in angolo da un affannoso recupero di Rossettini.
Il Cagliari ha fatto poco altro e a nulla è servito l’inserimento di Barone al posto di Biondini. L’ex granata, in una partita ormai confusa e giocata sul filo dei nervi, ha avuto poche possibilità di incidere, anche se ha provato a inserirsi in area nella speranza di un passaggio filtrante che non è mai arrivato.
Il Siena ha retto al forcing confuso dei rossoblù, ha piazzato la zampata vincente e si è goduto una vittoria rotonda. Il campionato va in vacanza, alla ripresa ci sarà la complicata trasferta di Firenze, dove il Cagliari non raccoglie punti da tempo immemorabile. Oggi ultimo giorno di mercato. Dalle 9 alle 19, dieci ore per cambiare il Cagliari. Forse.

Fonte: L’Unione sarda