Un’eredità importante

Lo abbiamo sentito ripetere molte volte nelle ultime settimane: la presenza dei reduci della passata stagione è stata fondamentale affinché potesse formarsi da subito un gruppo affiatato. Come dar torto a questa affermazione, se si considera che l’estate bianconera ha vissuto due fasi ben distinte, caratterizzate da un fisiologico viavai di calciatori per adattare la rosa alle esigenze della categoria.

Ma tutti i giocatori rimasti dallo scorso campionato, ancora troppo fresco come ricordo per essere messo da parte, hanno fin qui dimostrato di essere un valore aggiunto anche sul terreno di gioco. Partendo da Guberti, che al netto di una carta di identità non più giovanissima continua ad essere decisivo nei momenti che contano, come sperimentato dalle difese di Fermana e Vis Pesaro. Lo stesso discorso vale per Terigi, che nella stagione più complicata e paradossale della storia del Siena si è preso anche responsabilità non sue, mettendoci la faccia nei momenti più bui e anteponendo sempre e comunque il bene della Robur a quello personale. E che ha ricominciato dando risposte sul campo, scacciando (speriamo per sempre) i fantasmi degli acciacchi fisici che spesso ne hanno minato la continuità.

È iniziata nel migliore dei modi anche la stagione di Bani, apparso rigenerato dal salto di categoria e ancor più calato all’interno dello scacchiere di Gilardino. Poi questo campionato potrebbe rappresentare il definitivo trampolino di lancio per Farcas, che dopo le tante cose buone mostrate in Serie D continua a bruciare le tappe, sorprendendo per disinvoltura e impatto con la categoria. Senza dimenticare un Sare, sul quale Gilardino ha fatto sempre molto affidamento, i cui margini di crescita sono ancora tutti da scoprire.

Di certezze nel calcio non ce ne sono, ma se la voglia di rivalsa dei cinque reduci sarà fatta propria anche dal resto della squadra, al Siena non mancheranno le motivazioni per andare anche oltre i propri limiti. (J.F.)

Fonte: Fol