Undicesima giornata il punto di Paolo Soave

E' successo: cadono anche gli dei. Che  tonfo la Juve che precipita incredula e ferita dall'Olimpo sul quale si era assisa sprezzante. L'impresa dell'Inter restituisce umanità e interesse al campionato, scosso da nuovi segnali. Chissà se lo juventino medio, quello che per intenderci ai tempi di calciopoli espose lo striscione di solidarietà a Moggi “Il fine giustifica i mezzi”, l'avrà presa, per dirla con Marotta, “spensieratamente”. This is football, e palla al centro. Trentaquattro reti per sei successi interni, due pareggi e due vittorie in trasferta nella vivace undicesima giornata.

La Robur resta viva, anche se non se la passa tanto bene. Nella partita più sporca, in cui le due compagini, accomunate dall'incapacità di far gioco, si annullano a vicenda centimetro per centimetro, l'inzuccata di Paci fa la differenza fra la speranza e la disperazione. Il nostro campionato continua ad essere popolato di avversarie, come il Genoa, tutt'altro che impossibili; restare in vita oggi può fare la differenza domani, quando si spera giungano tempi migliori, ovvero si rianimi D'Agostino in cabina di regia e si trovi degna spalla a Calaiò. La mole di Bogdani è già presenza più logica dell'attuale Ze Love, che deve ancora capire il calcio italiano.

E' 50 il numero fatale nel destino della Juventus: la serie si sgonfia sul più bello. Eupalla, bizzarra divinità concepita dall'inarrivabile Gianni Brera, sovrintende capriccioso alle meccaniche calcistiche e serve ai bianconeri un discreto sformato: il loro inespugnabile fortino capitola ad opera dell'odiata Inter. Nel confronto nerazzurri sorprendentemente superiori, inclusa la premiata ditta Tagliavento–Frati, che se vede ignora. Un dato anomalo su tutti impressiona: 51% di possesso palla per gli ospiti. E' soprattutto la vittoria di Stramaccioni, da Mr Bean a allievo di Mourinho in pochi mesi, non solo nell'acume tattico con cui incarta gli avversari ma anche nella ricerca della polemica fine a se stessa. Trascinata da Milito (sei centri) l'Inter che in campionato non conosce pareggi può dire la sua: in media inglese sarebbe a + 1 sulla Juve. I campioni naturalmente restano favorita, anche se stanno subendo la metamorfosi di chi ha conosciuto la vittoria: maggior consapevolezza della propria forza ma anche minor fame, e la conferma che la qualità dell'attacco non è eccelsa.

Sempre in affanno il Napoli. Al San Paolo, al posto dell'atteso riscatto dopo le ultime magre raccattate in Italia e in Europa, giunge un'altra delusione. I partenopei sbloccano presto con Cavani che raccoglie una palla vagante nell'area del Torino e insacca (settima rete). I padroni di casa, giù di tono fisicamente, si limitano a gestire e potrebbero farcela se nel finale la beffa non fosse in agguato. Mazzarri più per l'espulsione per proteste dovrebbe rammaricarsi per aver messo in campo proprio nel finale il suo fedelissimo Aronica, che la combina bella: sciagurato retropassaggio sul quale si avventa Sansone, che finalmente lascia il segno in serie A. Altro punto d'oro in trasferta per i granata, mentre per il Napoli sfuma la possibilità di riavvicinare la vetta. Mazzarri chiama nuovamente in causa lo stress del doppio impegno e la malasorte, ma ormai suona come un disco è rotto.

Non si ferma più la Fiorentina, che al Franchi  riporta fra i mortali il sopravvalutato Cagliari delle ultime settimane. Gara vivace e aperta nella prima frazione: Rodriguez sigla il vantaggio, gli ospiti raggiungono il pari con merito grazie a Casarini. Nella ripresa sale in cattedra Jovetic, impigritosi nelle ultime settimane. Sua la rete (sesta), del vantaggio, suo l'assist per Toni, poi Cuadrado  infierisce sull'avversario ormai piegato. Questa volta i panini devono essere rimasti indigesti a Cellino. Ritrovato Jovetic, Montella scalza la Lazio dal quarto posto e comincia a sognare.

Che sventola la Lazio! Ne becca quattro a Catania senza raccapezzarsi fin dai primi minuti. In una volta i terribili etnei saldano il lungo conto con la sorte (errori arbitrali contro i quali va in scena l'ormai usuale panolada): Gomez, autore di una doppietta (quattro reti), inafferrabile. Disastroso nella difesa ospite Cavanda, incerto Bizzarri, male il rientrante Hernanes. Il rigore di Lodi e Barrientos arrotondano il risultato che resterà nella storia dei siciliani e nei sonni agitati dei laziali, che d'altra parte sono presi fra gli assilli della coppa e il prossimo derby. Neanche il nuovo santone balcanico Petkovic è esente questa volta da responsabilità con qualche scelta poco felice. Quello della Lazio resta un gruppo tecnicamente fortissimo ma sempre velleitario per tenuta mentale.

La Roma si riprende l'Olimpico e scaccia per qualche giorno i dubbi amletici sul suo controverso condottiero. La resistenza opposta dal Palermo è a dir poco burrosa: sulle leggerezze della difesa siciliana sblocca Totti (quarta rete), raddoppia Osvaldo (sei realizzazioni). Nella ripresa colpisce nuovamente Lamela (sette centri) e finalmente, udite udite, Mattia Destro. Peccato che per il ragazzo le prime luci dell'Olimpico siano irresistibili: si toglie la maglia e si becca il secondo giallo… Nel finale i siciliano battono un colpo con Ilicic. I giallorossi possono prepararsi con un po' più di serenità al derby. Gasperini non ha la bacchetta magica e si vede.

I milanisti si esaltano per la sonante vittoria con il Chievo come per i più prestigiosi successi del recente passato. D'altra parte il momento è quel che è. Che il peggio sia passato? Sblocca al volo Emanuelson, ma dopo un paio di minuti Sergio Pellissier trova il pareggio di testa su corner.  Montolivo riporta in vantaggio il Milan con una delle sue conclusioni secche da fuori area e l'eterno ragazzo Bojan, sempre dalla distanza, trova il suo primo centro stagionale. Nella ripresa non c'è storia: il solito El Shaarawy (che si conferma capocannoniere con otto centri) e Pazzini (4), che non segnava dalla gara di Bologna (seconda giornata), mortificano i volenterosi uomini di Corini. Allegri non è autorizzato a rilassarsi: continuano le critiche societarie per le sue scelte, talvolta ritenute sin troppo prudenti.

A Marassi si incrociano le opposte traiettorie di Samp e Atalanta, che alla fine confermano la tendenza. Non si arresta la crisi dei doriani, giunti alla sesta sconfitta consecutiva: quanto potrà resistere in panca il sempre più cupo Ciroferrara? Sblocca subito il signor Bonaventura, che dopo aver segnato alla Robur non si è più fermato. Maresca, con rovesciata al volo degna della copertina dell'album delle figurine, ripristina la parità, ma è in agguato un altro giovane orobico di belle speranze, De Luca, che lascia il segno. Anche fortunata la Dea, con un clamoroso salvataggio sulla linea ad opera di Stendardo. Per ora Colantuono sta ripetendo la passata brillante stagione. 

Il Pescara rimanda la crisi e salva il contestato Stroppa piegando in casa il Parma, che per un tempo controlla agevolmente la partita. All'Adriatico succede tutto nella ripresa: Abbruscato e Weiss bucano la distratta difesa emiliana. Per Donadoni le gare in trasferta restano un cruccio, ma la classifica rimane sontuosa.

Brodino per il Bologna, che interrompe la lunga serie di sconfitte con il pareggino interno contro l'Udinese. Illude Diamanti che sigla il vantaggio di casa, pareggia sempre sotto rete Di Natale, che una volta innescato non si ferma più (settima rete). In una partita in cui le due squadre vengono colpite dalla sindrome del braccino, la spartizione della posta è inevitabile.

La dodicesima, caratterizzata da diversi scontri salvezza e dal derby capitolino, si apre sabato alle 18,00 con Cagliari-Catania, seguita alle 20,45 da Pescara-Juventus. Domenica alle 12,30 Palermo-Sampdoria, poi ad orario canonico Chievo-Udinese, Genoa-Napoli, Lazio-Roma, Milan-Fiorentina, Parma-Siena, Torino-Bologna, e il posticipo Atalanta-Inter. Il non facile Tardini, soprattutto quest'anno, evoca in noi roburmatti apprezzate escursioni culinarie, ma questa volta più che mai saremmo pronti a rinunciare alla degustazione di lambrusco e culatello pur di portare a casa qualche punto (Paolo Soave).

Fonte: Fedelissimo online