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Una vittoria per niente scontata…di Daniele Magrini

Ora che nelle foto della promozione del Siena in serie D, tra i fumogeni colorati e le magliette d’occasione, si intravedono i volti felici che accomunano squadra, tifosi e società, il flashback all’indietro di appena sette mesi, fa capire quanto l’abisso sia stato profondo. Perché perfino in quella mattina dell’8 settembre 2023, quando, nel pomeriggio, la Federazione Gioco Calcio avrebbe poi diffuso il comunicato ufficiale dell’ammissione del Siena in Eccellenza, eravamo trepidanti in attesa che il Consiglio di Stato si pronunciasse. In quell’occasione la mossa del signor Montanari e dei suoi consiglieri si era tradotta in un ricorso che reclamava la sospensione del campionato. Gli andò male e il Siena poté così iniziare, il 17 settembre, la sua traversata nel deserto.

Poche ore prima del pass ufficiale per l’Eccellenza, la società del presidente Giacomini, aveva fatto la sua prima mossa vincente con la scelta dell’allenatore Lamberto Magrini. Tecnico navigato, adatto alla categoria che già aveva vinto altre volte, ma esperto anche di campionati auspicabilmente di livello superiore. E oltre all’allenatore, sempre l’8 settembre, viene ufficializzato anche il direttore sportivo Simone Guerri. Altra scelta azzeccata.  Ex giocatore della Robur, Guerri non ha mai cavalcato la ribalta neppure nei successivi mesi trionfali in cui avrebbe potuto legittimamente farlo. Ha preferito mettere insieme il puzzle, costruendo in silenzio una rosa con evidenti capacità e conoscenza della categoria.

In quel settembre di ripartenza i giocatori arrivavano alla spicciolata. In pochi per il ritiro a Chianciano Terme iniziato il 10 settembre, mentre le avversarie dei bianconeri già esordivano nel campionato. Il Siena lo fece una settimana dopo, già vincendo (2-1) sul campo della Fortis Juventus. Era il 17 settembre, sette mesi precisi prima della fine dell’incubo.

Ora, si dirà, perché questa rievocazione che tutti i tifosi avranno ben impressa nella memoria? Perché solo questa cronaca rivisitata nei suoi passaggi fondamentali offre la prova provata che l’impresa del Siena, perfino vittorioso con un mese di anticipo, non era affatto facile e men che meno scontata. Perché sette mesi sono un tempo incredibilmente breve per rimettere insieme le macerie lasciate dal signor Montanari. Soprattutto se si tiene conto del fatto che la formalizzazione della nuova società, Siena Fc, avviene solo il 22 agosto. Il sindaco Nicoletta Fabio, affidando la storia della Robur alla Atlas Consulting di Simone Giacomini, dichiara: “Mi sono sembrati molto propositivi, determinati ed entusiasti”. Alla prova dei fatti, ci aveva visto giusto.

Per niente facile, dunque, vincere un campionato con queste premesse e con il costante fuoco di sbarramento del signor Montanari, teso a impedire il ritorno del Siena a casa sua, cioè allo stadio Artemio Franchi. La magistratura amministrativa ha consentito, incredibilmente, che questa strategia distruttiva si realizzasse. E così la Robur è tornata in serie D senza mai giocare nel proprio campo. Affondando nel fango di Badesse, e meno male che questa società ha concesso il suo terreno di gioco! Ora che all’indomani della vittoria del campionato e della sconfitta di Montanari al Consiglio di Stato, l’amministrazione comunale ha potuto riaprire lo stadio Franchi per il primo sopralluogo, l’incubo pare davvero svanito e si riaccende la speranza di poter tornare a giocare al Rastrello in tempo per la prossima serie D.

Però, appunto come nei momenti del primo risveglio da un sogno terribile, tutto resta nella memoria e si sedimenta come monito per il futuro. Prima di tutto è ben viva la rabbia per l’accanimento di Emiliano Montanari. Un’aggressione continua che la città non meritava e che non si capisce da cosa sia stata generata. Perché Montanari abbia fatto quello che ha fatto rimarrà uno dei tanti misteri senesi. Un interrogativo pesante che è l’ultimo ricordo indelebile dell’incubo appena vissuto.

Per il resto, però, ricorderemo soprattutto le fangose vittorie dei ragazzi di Magrini: i gol artistici di Galligani e Boccardi, le geometrie geniali di Lollo, i salti in alto di Achy, le sette fatiche di Ercole-Bianchi, l’estrema rete di Ricciardo al Signa, i rischiosi dribbling di Masini. E tutti gli altri, che già sono impressi, con i loro volti giovani e sorridenti, nella memoria di ogni tifoso della Robur. Insieme abbiamo attraversato la notte del calcio bianconero. Insieme ci siamo svegliati. (Daniele Magrini)

Fonte: FOL