Non cadiamo dal pero. Nessuno! Lo striscione esposto dalla Curva Lorenzo Guasparri e condiviso da tutte le sigle presenti nel settore, dimostra il grado di esasperazione raggiunto da tutti, società, squadra e tifosi, sull’infinita querelle legata al Rastrello. Nel mirino è finito l’Assessore allo sport Lorè, non per colpe dirette, ma per alcune affermazioni troppo “ottimistiche” rilasciate sull’argomento. In un momento difficile e in assenza di notizie vere è normale che le affermazioni di un rappresentante delle istituzioni vengano condivise e fatte proprie da chi vive il disagio, così come è logico provare delusione quando qualcosa non è in linea con quanto dichiarato. È vero che la guerra con Montanari è ancora in corso e che nessuna mossa può essere preventivabile, ma proprio per questo una maggiore prudenza non sarebbe guastata. Aspettiamo il verdetto del Consiglio di Stato in programma per giovedì p.v., ma nel frattempo cerchiamo tutti, il Comune più di altri, una soluzione all’agonia del Rastrello. Pochi mesi fa, il 20 luglio 2023, il Comune di Siena effettuò un sopralluogo allo stadio per verificare le condizioni del manto erboso abbandonato a sé stesso. Fu deciso un intervento per taglio e annaffiamento da parte dell’Amministrazione e fu inviata una PEC all’ACR Siena che, con la solita arroganza, rispose che avrebbe provveduto ad eseguire i lavori per proprio conto. E così fu, per qualche giorno, ma poco dopo e da allora, tutto si è fermato. A distanza di sei mesi nessuno è andato a controllare la situazione eppure c’è un articolo, il nr. 25 del capitolato relativo alla concessione per la gestione dell’impianto, che parla chiaro: “Il Comune procede a verificare l’osservanza degli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel caso le verifiche attestassero gravi inadempimenti agli obblighi contrattuali, a giudizio insindacabile del Comune, quest’ultimo procede per iscritto a contestare l’addebito al Concessionario”.
Se la concessione è ancora in atto, e purtroppo lo è, anche questo articolo è in vigore, perché non ripetere il blitz del 20 luglio u.s.? Forse, ma non siamo ferrati sull’argomento, si potrebbe fermare la morte annunciata del campo e dare un segnale netto e deciso a chi ci sta tenendo prigionieri. (NicNat)
Fonte: FOL
