Una stagione in ‘mascherina’

Che ne sarà della nostra Robur? Tutto sembra lento, incredibilmente macchinoso, con dietro l’angolo sempre quel rischio di ‘impantanamento’ definitivo. La stagione è appena iniziata e sembrano già mesi che siamo qui ad aspettare. Il virus, comunque uno la pensi, sta travolgendo le nostre vite e anche le nostre passioni. Dovevamo giocare a Scandicci ed invece ecco il rinvio per un parente di un calciatore positivo al Covid. Ora dalla società fiorentina fanno sapere che il 14 si disputa il recupero, ma fino a che non saremo a ridosso di quella data la certezza non ci sarà. Magari schizzerà fuori il cugino della zia del massaggiatore e saremo punto e a capo. E domenica la Tiferno? Incrociamo le dita e contiamo le ore che mancano.

Eh no dai, questa non è vita. Dopo un’estate da incubo per i colori bianconeri, con nuova discesa negli inferi dei dilettanti (auspico una punizione esemplare per i noti responsabili), adesso volevamo goderci questo nuovo corso e invece ci vediamo costretti a navigare a vista in un mare di incertezze. Sono momenti come questo che ti fanno apprezzare la normalità delle piccole cose, la voglia di poter entrare in uno stadio e sostenere la squadra del cuore e tanto altro anche fuori dall’ambito calcistico.

Gesti che sembrano facili e banali, che in effetti lo erano circa nove mesi fa e che proprio allora consideravamo come scontati. Ebbene, ancora una volta è stato dimostrato che di scontato proprio non c’è niente e che ci attende un lungo percorso di ‘giramento’ prima di poter tornare a qualcosa di almeno simile alla normalità. Credo però che situazioni come quella attuale vadano affrontate con coraggio e determinazione. Cioè possiamo stare qui ad imprecare e maledire tutto quello che vogliamo oppure provare addirittura a prenderla con spirito combattivo e andare avanti. Bellissima l’iniziativa dei tifosi in occasione dell’esordio con l’Ostia Mare, incoraggiare la squadra senza purtroppo poter entrare allo stadio. E da lontano, ve lo dice un altro tra quelli ‘non fatti entrare’, sentire quei cori metteva davvero i brividi.

Domenica lo stadio, secondo le ultime indiscrezioni, sarà ancora chiuso per i tifosi, per il sottoscritto non so ma non è importante. Anzi ci metterei un bel chissenefrega se Paolo Brogi sarà allo stadio oppure no. La partita perde il suo protagonista più vero, il tifoso, la nostra vita è ormai fatta di contagiati, tamponi e dpcm e la stagione bianconera è una stagione in mascherina, in tutti i sensi che vi vengono in mente. Il bombardamento mediatico è terrificante e terrorizzante almeno per chi si fa terrorizzare. Io no. A pensare al calcio e alle partite si rischia di passare da cretinetti, se provi a sminuire il problema o anche solo a prenderla con filosofia sei un negazionista del cazzo e devi vergognarti. Beh io non sono un negazionista, non mi vergogno per niente, penso al calcio perché mi piace e non solo professionalmente, e vorrei dare un consiglio gratis e utile.

Rispettate le regole del distanziamento con protezioni ect. ma per il resto fate come Ulisse oppure i suoi compagni di viaggio davanti alle sirene. Se avete coraggio ascoltatele ma ben legati al vostro mondo senza mai farvi ammaliare. Se siete della categoria ‘influenzabili’ tappatevi le orecchie e andate avanti per la vostra strada e nel vostro quotidiano. E’ il modo per vivere meglio e più sereni.

Intanto domenica, per tornare a noi scusandomi della divagazione, voglio fortemente i tre punti, per la nostra vecchia Robur e per quel tipo in panchina dell’altra parte col doppio cognome che mi sta parecchio antipatico ma parecchio. Una bella pettinata per rivangare i tempi del Gavorrano e saremo tutti più sollevati oltre che in alto in classifica, che non guasta mai. Forza Robur! (Paolo Brogi – paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL – foto Genova 24