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Una squadra trasformata

Cinque partite e cinque vittorie, tredici reti segnate e solo due subite (un’autorete e un rigore) e una rimonta in classifica in cui pochi o nessuno credevano. Quello che stanno ottenendo Voria e la squadra sul campo assume i contorni di una piccola impresa, un cambio di passo e di risultati che non sono frutto del caso. Dietro a questa serie di successi e di prestazioni c’è un grande lavoro, partito intelligentemente in punta di piedi e che dopo aver coinvolto tutti giocatori, a cui è stata concessa la possibilità di ritrovare sé stessi e ha fornito loro nuove motivazioni. Il vero capolavoro di Voria e del suo staff (non dimentichiamolo mai) è stato proprio questo: riuscire a far capire, non solo con le parole, ma con l’atteggiamento e le capacità, che si era aperto un nuovo capitolo, una nuova storia che è ancora lunga da scrivere, ma che ha tutti i presupposti per guardare al futuro, sportivo, con grande fiducia, dove tutti saranno chiamati a partecipare, ognuno con le proprie caratteristiche. Non ha fatto una magia Gill, ha solo riportato tutti sulla terra, anzi sul campo: siamo calciatori e allora giochiamo al calcio, come sappiamo, senza gabbie mentali, con il solo obiettivo di superare chi ci sta davanti.  Tradotto vuol dire non prendere goal e puntare la porta avversaria, le regole più elementari del calcio che a volte vengono stravolte per inventarsi qualcosa che poi nessuno capisce, né i tifosi né gli stessi calciatori. Nel calcio ci sta di vincere o perdere, si può giocare meglio o peggio, ci sta anche di prendere una rospata dall’allenatore per un errore, ma tutti hanno capito che il gruppo che guida la squadra ha tre caratteristiche fondamentali: la capacità di confrontarsi, la lealtà e la sincerità.  Non è poco. (Nicnat)

Fonte: FOL