Dopo aver battuto tutti i record di ricorsi persi, l’ACR Siena di Montanari non esiste più ai fini dell’attività sportiva. La palla che da troppo tempo rimbalza nelle aule dei tribunali sportivi e amministrativi si è fermata con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato e ora dovrà essere la FIGC a chiudere il capitolo più dolorosa della storia bianconera. L’imminente revoca del titolo sportivo all’ACR Siena darebbe anche un’accelerata importante sulla questione stadio, l’ultimo ostaggio di un personaggio con cui mai avremmo avuto a che fare. Il TAR della Toscana ha fissato al 7 di dicembre la seduta per la decisione definitiva, ma dopo la pietra tombale che il Consiglio di Stato ha messo sulle sorti di ACR Siena e la conseguente revoca del titolo sportivo, potrebbe essere inutile aspettare il TAR. Il contratto per la concessione dello stadio parla chiaro (Art. 32 dell’atto): in caso della perdita del titolo sportivo il bene torna al Comune di Siena che incamererà la garanzia presentata a suo tempo.
Questo sarebbe più che sufficiente, ma c’è di più, visto che lo stesso articolo prevede che la messa in liquidazione ovvero assoggettamento a fallimento del Concessionario, comporterebbe la revoca immediata con conseguente incasso della fideiussione presentata ed è noto che l’11 ottobre il Tribunale di Siena si pronuncerà sulla richiesta di messa in liquidazione di ACR Siena presentata da alcuni creditori.
I tempi sono come sempre legati alle lungaggini burocratiche e alle sentenze dei tribunali, ma il ritorno nella nostra casa è sempre più vicino. (Nicnat)
Fonte: FOL
