UNA SCONFITTA MERITATA E VERGOGNOSA

La matematica non ci condanna, ma sperare ancora è da folli. Meritiamo la retrocessione per quanto fatto vedere complessivamente. La partita odierna non è stata altro che la fotografia del Siena di questa stagione: poche idee, scarsa precisione, un bel po’ di sfortuna, mancanza di carattere, insomma una figuraccia memorabile.

Oggi a Bergamo hanno trovato esaltazione tutti i difetti di questa squadra, scarsa tecnicamente e anche, purtroppo agonisticamente, troppo molle e remissiva, soprattutto dopo la seconda rete, al di là delle molte prese di posizione circa l’impegno in vista di questa decisiva partita. “Sarà una finale di coppa del mondo per il Siena” avevano dichiarato i nostri giocatori e ogni commento ci pare superfluo.

L’Atalanta ha battuto la Robur più che meritatamente, vista la sterile leziosità in attacco da parte del Siena, nonostante i ben quattro attaccanti proposti in formazione da Malesani. Il primo tiro nello specchio della porta di Consigli si è visto solo all’8′ della ripresa con Larrondo, miglior giocatore tra i bianconeri, l’unico che ci ha provato davvero fino in fondo. Gli altri? Macccarone, Ghezzal e Del Grosso non si sono visti se non in negativo, Rosi ha svolto il suo compitino, Vergassola ci ha provato per quanto ha potuto, Curci ha delle responsabilità sul primo gol, Cribari e Pratali insufficienti, Tziolis è stato troppo lento per la furia dei centrocampisti atalantini e per contare gli scatti di Reginaldo avanzano le dita di una sola mano.

Abbiamo più volte detto che il Siena non ha praticamente giocato il girone d’andata, quando andava in campo una squadra debole e carente in tutti i reparti, una formazione allestita male dai veri responsabili di questa retrocessione annunciata e cioè Gerolin e Lombradi Stronati (non smetteremo mai di sottolinearlo). I due (meno male) ex dirigenti hanno rotto un giocattolo che ci aveva divertito negli ultimi due campionati, con una precisione certosina e questi sono i risultati. Nel girone di ritorno le cose sono cambiate e ci hanno fatto sperare, ma adesso si tirano le somme e il risultato finale è questo.

Ora ci attendono sei partite dalla fine di questo disgraziato campionato. Sarà una via Crucis, tanto per restare in tema pasquale, speriamo solo di affrontarle con la massima dignità possibile. Questo lo pretendiamo da tutte le componenti, giocatori in primis. Accetteremo il verdetto sul campo, qualunque esso sia, ma non accetteremo di veder calare la tensione, non ce lo meritiamo visto il bene e l’attaccamento che abbiamo più volte dimostrato come tifosi della Robur. Vorremmo vedere, da qui al 16 di maggio, i giocatori bianconeri tirar fuori quegli attributi (leggasi palle) che anche a Bergamo non abbiamo visto, senza tanti proclami inutili e quasi offensivi, altrimenti mandiamo in campo qualche giovane in più. Da domenica in poi tiferemo davvero solo per la maglia. Le scuse e gli alibi sono finiti, così come la nostra pazienza. Antonio Gigli