Una partita e un’espulsione che gridano vendetta

Quella di sabato è stata una partita all’insegna dell’ingiustizia, in tutti i sensi. La prestazione della Robur e le occasioni create meritavano ben altro risultato, non un pareggio raggiunto negli ultimi minuti e dopo una gara condotta con la bava alla bocca. Tra pali, traverse, parate del portiere e salvataggi sulla linea abbiamo assistito ad un vero e proprio festival della sfortuna e non è nemmeno la prima volta. C’è poco da fare archiviamo il Fiorenzuola e guardiamo avanti fiduciosi perché la squadra ha dimostrato ancora una volta di non mollare mai e che le note virtù già ammirate in questa stagione sono emerse ancora una volta. Tra le ingiustizie subite sabato c’è anche l’espulsione di Pagliuca, allontanato senza troppi complimenti solo per essere entrato in campo a festeggiare un goal poi annullato. Questo e altri episodi simili dimostrano che il nostro allenatore è circondato dai pregiudizi di molti arbitri. Che il tecnico sia un sanguigno è fuori dubbio, che non sia una “mummia” pure, ma non è una persona che ricorre alle offese o alle minacce verso arbitri o guardalinee, semplicemente è un allenatore “in campo” che prende per mano la squadra e non la molla fino al fischio finale. E’ vero che spesso incorre in infrazioni del regolamento, frequentemente quella di essere fuori dell’area tecnica, ma sembra quasi che tanti fischietti aspettino l’occasione per sanzionarlo. Se la rete annullata a Castorani fosse stata validata non sarebbe successo niente o se la sarebbe cavata con un richiamo o al massimo con un’ammonizione. Il regolamento deve essere rispettato, siamo tutti d’accordo, ma in certe occasioni un arbitro bravo deve ricorrere al buon senso e non solo alla legnata tra capo e collo che rimane prerogativa dei mediocri. (NN)

Fonte: FOL