Una lunga fila per la B. Ogni girone ha 2 stelle. E occhio alle sorprese

Archiviata (quasi tutta) la prima giornata, risolto il caso Paganese e chiuso il mercato, la Lega Pro si prepara ad entrare nel vivo. I gironi ritornati a 20 e i playoff allargati a 27 hanno fatto venire l’acquolina a più squadre e qualcuna ha fatto veramente le cose in grande per provarci. Nella nuova divisione geografica dell’Italia (almeno per il Centro-Nord) le forze sembrano equamente distribuite: ogni girone sembra avere 2-3 nettamente più forti, altre che possono insidiarle e altre ancora che possono fare da sorpresa. Abbiamo provato a scegliere le migliori, sicuri che qualcuno ci smentirà.

GIRONE A Alessandria e Cremonese hanno scelto allenatori di altissimo livello come Braglia e Tesser e hanno fatto acquisti di grande spessore. E attenzione al Livorno di Foscarini: parte da dietro ma sullo slancio, se trova entusiasmo, può andare lontano. Tra le rivali piace l’Arezzo, che ha un ottimo attacco, ma attenzione al Como (sceso dalla B come il Livorno) e al Piacenza (promosso a suon di record dalla D). Come sorprese attenti a due squadre giovani e toste come Prato e Siena, e poi alla Viterbese neopromossa e molto determinata. E non vanno sottovalutate nemmeno Giana, Lucchese e Tuttocuoio.

GIRONE B Qui le corazzate sono Parma e Venezia e molto dipenderà da quello che riusciranno a realizzare i due tecnici: Apolloni deve far suonare un’orchestra di grandi solisti, Inzaghi si cimenta in una categoria tutta nuova. A ruota c’è la Reggiana, che si è ben rinforzata e vive dell’entusiasmo portato da Mike Piazza. Come rivali non possono essere trascurati Modena e Padova, club mai anonimi, e soprattutto il Pordenone, reduce dalle semifinali della scorsa stagione. Tra le sorprese due squadre che, pur piccole, sono comunque certezze: Bassano e Feralpi Salò, seguite dal Südtirol. Senza trascurare tre nomi: Gubbio, Maceratese e Santarcangelo.

GIRONE C Il clou è in Puglia con Foggia e Lecce davanti a tutti. Stroppa deve proseguire sulla strada tracciata (sul campo) da De Zerbi, Padalino deve fare il salto di qualità: entrambi hanno squadre forti abbastanza per farcela. Ma attenzione ad Auteri, primo la stagione scorsa con il Benevento e pronto a realizzare l’ennesima impresa, stavolta a Matera. Il Catania parte un gradino sotto soprattutto per il -6 in classifica, ma anche perché come organico è più in basso rispetto alle prime; attenzione anche a due squadre come Cosenza e Juve Stabia, molto ben dirette in panchina. E le sorprese? L’Andria del debutto non dispiace, la matricola Fondi va temuta, il Messina va considerato. Ma se il Taranto, la Casertana o la Reggina dovessero infilare la stagione giusta… (Nicola Binda)

Fonte: La Gazzetta dello Sport