Un triste anniversario da trasformare in una giornata di gioia. Come Lui vorrebbe

Quattro anni fa ci lasciava Paolo De Luca, il presidente del Sogno.

Mi chiamò poche ore prima della sua scomparsa, come faceva spesso, soprattutto quando voleva trasmettere la sua infinita positività. Lo fece anche in quella occasione, nonostante avesse ceduto da poco le sue quote e stesse combattendo l’ultima battaglia contro una malattia che, nel giro di pochissime ore, l’avrebbe portato via.

“Amico Natili, domani vado in ospedale, finalmente mi cambiano gli antibiotici, ma mercoledi sarò a casa. Mi chiami e facciamo una bella intervista, ora che ho ceduto la Robur, vorrei parlare da tifoso quale sono e rimarrò.”

Quell’intervista non è mai stata fatta. Nella notte Paolo De Luca ci lasciò e con lui se ne andò l’unico vero artefice della Lucida Follia.

Abbiamo voluto dedicare parte di questo giornale a Paolo, come è giusto e doveroso, senza dimenticare il presente che, non dimentichiamolo, non è altro che il proseguimento del Grande Sogno.

Sono cambiati gli interpreti, sul campo e in società, ma quello che è rimasto è la consapevolezza che il miracolo Robur è ancora vivo, che De Luca non ci ha regalato solo un sogno, ma ci ha insegnato a sognare e questo è il patrimonio più importante che ci ha lasciato, perché ora noi viviamo per riuscire a realizzare un Nuovo Sogno e questo ci da la forza e la speranza di continuare a viverlo.

Sta a noi seguire la strada che ha tracciato, a noi spetta il compito di spingere la Robur dove lui l’aveva portata, tenuta e lasciata, sostenendo chi ne ha rilevato il testimone e sta lottando per riportare in alto la Robur.

Ricordare il passato è importante, ma limitarsi a ripercorrere le tappe che ne hanno scandito il cammino senza vivere il presente, e senza proiettarsi nel futuro, è un esercizio inutile, spesso dannoso.

Alla fine del campionato mancano dieci giornate e il Siena, la nostra Robur, sta rispettando in pieno la missione di partenza, ma le insidie non sono finite e queste comportano – alla squadra alla società e a noi tifosi – la necessità di moltiplicare gli sforzi.

Oggi non sarà una partita facile, è scontato quanto banale sottolinearlo, ma in questo triste quarto anniversario, onoriamo la memoria di Paolo De Luca ricordando e seguendo una delle sue frasi più significative: “Quando si sogna in tanti, per gli altri sono cazzi amari”.

Nicnat