Un Siena double face, ma può ancora dire la sua

Si potrebbe stare qui a piangere sul latte versato, ma a cosa servirebbe? Abbiamo gettato al vento quasi due mesi inseguendo le teorie dei “maghi” dell’Est, periodo in cui i bianconeri sembravano tutto all’infuori di una squadra. É tornato Gilardino e qualcosa si è smosso. Due vittorie di fila e la rocambolesca rimonta di domenica scorsa contro la Flaminia sono lì a dimostrare che il Siena è tornato ed essere una squadra, un gruppo. Forse è troppo tardi, il carattere da dottor Jekyll e mister Hyde, visto anche domenica, fa ancora parte del dna bianconero di quest’anno, ma almeno sappiamo che possiamo contare su un insieme di giocatori che vogliono crederci fino in fondo, che hanno capito cosa vuol dire indossare la maglia bianconera e che non devono mollare mai.

L’innesto di Guberti è un valore in più per quella che si presenta come una rimonta quasi impossibile. Mancano solo 13 gare alla fine del campionato e i 14 punti di distacco dalla vetta paiono una cifra, sinceramente, difficilmente recuperabile eppure nonostante questo handicap, crediamo che il ritorno di Gilardino e i nuovi innesti, ci faranno se non sognare, almeno trascorrere il tempo che manca da qui alla fine con meno patema d’animo. Non crediamo, ad esempio, di poter ripetere figuracce storiche come quelle di Sinalunga o Badesse, vertici di un fondo che non credevamo mai di poter raggiungere. Non è facile ritrovare l’entusiasmo dei bei tempi, non vogliamo e nemmeno possiamo dimenticare le imprese contro Inter, Milan o Fiorentina, queste rimarranno scolpite nei nostri cuori e nelle nostre menti, ma è proprio in momenti come questi che si riconosce il tifoso vero da quello stagionale, occasionale, modaiolo. La nuova proprietà ha sicuramente capito e fatto tesoro degli errori commessi ed ha cercato nelle ultime settimane, di recuperare terreno rinforzando la squadra dove occorreva e richiamando Gilardino. Ecco, questi passi ci devono indurre all’ottimismo, ci devono far capire che possiamo avere un futuro. Mai come quest’anno, per esempio, ci saranno squadre che falliranno. La crisi economica, dovuta agli effetti del virus, ha colpito anche il mondo del calcio e presentarsi in vista della nuova stagione oltre che con un buon piazzamento in classifica, anche con una società solida potrebbe far sperare in eventuali ripescaggi.

Non voliamo alto, però, ora dopo la sosta, torniamo a pensare a quanto possiamo ancora ottenere dal campionato. Saranno tutte finali, come ha detto il mister, noi dobbiamo farci trovare pronti. In questo mondo che va all’incontrario, in un campionato che chiamare strano è dir poco, anche un Siena un po’ Jekill e un po’ Hyde può dire la sua. (Antonio Gigli)

Fonte: FOL