Un po’ di outing

Ultimamente va di moda fare outing. Non vi spaventate non centra nulla il sesso, ma solo la voglia di liberarmi di quello che da tifoso ho pensato all’inizio del campionato e dopo le prime sconfitte, soprattutto quella patita contro l’Empoli ed il Sassuolo, raggiungendo il culmine del travaso di bile dopo quella in casa con il Piacenza. E’ vero, all’inizio c’era più di una cosa che non mi andava della magica Robur. Anche se i nomi che componevano la rosa erano di tutto rispetto per la cadetteria,  non riusciva ad incantarmi il modulo di gioco che Mister Conte applicava  alla squadra, ma soprattutto la mancanza di alternative a quel 4 4 2 che si ripeteva sempre a tutte le gare come un mantra. Premetto che mi dissocio da quella parte di pubblico che critica tanto per criticare, che vomita solo offese tanto per il gusto di dire qualcosa e non sono iscritto al club dei “so tutto io” , la celebre associazione degli intenditori di calcio, basket, cavalli, Palio  e molto di più.
Molti sicuramente avranno avuto le mie stesse perplessità, ma in questo momento degli altri non mi interessa, io parlo per me e vi dico che avrei anche scommesso che Conte non avrebbe mangiato a Siena neppure il Panforte. Guardavo le partite ed anche al di la del risultato positivo, non riuscivo  ad esaltarmi più di tanto, trovando sempre qualche sbavatura, quando nel rendimento dei singoli, quando nell’attuazione degli schemi di gioco. Credo che questo malcelato malcontento sia diventato per svariate giornate il leitmotiv di una certa parte di tifosi, tanto da raggiungere il parossismo dopo la gara interna, persa contro il Piacenza. Certamente nessuno nello sport agonistico ritengo sia molto amico di un certo De Coubertin e neppure io, quindi  quando la tua squadra  scende in campo, è sempre obbligata a vincere o almeno tutti si  vorrebbe che così fosse, soprattutto dopo un’ amara retrocessione che ha lasciato dietro di se strascichi di tossine. E allora, complice una paura folle di  non centrare la promozione in A al primo tentativo (ci poteva anche stare, non era certo scontato), complice quella diffidenza innata per qualcosa di nuovo che ancora non riusciva bene a prendere forma, mi sono ritrovato nei panni di un tifoso alquanto esigente e ipercritico. A botta calda, anche lo sfogo di Conte, dopo la sconfitta con il Piacenza, l’ho trovato molto presuntuoso ed arrogante, ma dopo quel fatto che mi ha indispettito, devo riconoscere che qualcosa è cambiata nello svolgersi degli eventi e che sicuramente quello che aveva torto era il sottoscritto e non l’allenatore, che con quel suo gesto estemporaneo ha caricato tutto l’ambiente, dando nuovi stimoli per ripartire con grinta e rabbia agonistica e i risultati non si sono fatti attendere. Ognuno è sempre bene che si assuma le proprie responsabilità nella vita e riconosca i propri errori, perché alleggerire la coscienza in certi casi permette di vivere con qualche rimorso in meno e guardare con occhio benevolo gli altri.  
Buona Pasqua a tutti. (Lallo Meniconi)
Fonte: Fedelissimo online