Un pensiero, un ricordo, un dolore immenso

Ancora una volta un destino crudele si è abbattuto su quella squadra che nel 1981-82 conquistò la promozione in serie C1.

Una squadra sapientemente costruita, giovane con il giusto mix di esperienza, che regalò ai tifosi una stagione ricca di soddisfazione e un ricordo indelebile.

Se dovessi rappresentare con poche parole lo spirito che caratterizzò quei ragazzi, sceglierei il sorriso, l’allegria, la voglia di fare bene divertendosi.

Non erano solo calciatori, ma ragazzi e uomini che capirono subito lo spirito senese e se ne appropriarono, riversandolo tutte le domeniche sul campo, davanti a qualsiasi avversario.

Non ci volle molto a entrare nel cuore dei tifosi, a diventarne i beniamini assoluti, a ricevere le insegne di legali rappresentanti dell’orgoglio bianconero. Era un gruppo inossidabile, granitico, legati da un rapporto di vera amicizia che li portò ai risultati ottenuti.

Vorrei ricordarli tutti, uno per uno, perché ad ognuno di loro mi lega tutt’ora un rapporto di stima e amicizia, ma soprattutto un vero apprezzamento dal punto di vista umano, ma oggi sono a ricordare Franco Tintisona, un ragazzo sensibile, schietto, una persona per bene, termine desueto ma molto appropriato per descrivere il Tinti uomo.

Di lui ho mille ricordi, personali e come calciatore, le tante chiacchierate, le battute ironiche e mai pesanti, il suo essere romano schietto, ma mai sopra le righe.

Pochi mesi fa ricordavamo, per l’ennesima volta, la sua splendida rete a San Giovanni Valdarno, un goal da cineteca che personalmente inserisco tra i dieci goal più belli tra tutti quelli che ho visto in più di cinquanta anni che seguo il Siena. Che prodezza!!!

“Quello è stato il goal più bello che ho segnato in carriera, un tiro al volo che si infilò al sette della porta, secondo me per recuperare il pallone hanno preso la scala!”

Questo era Franco, simpatico guascone con un cuore grande, una sensibilità infinita e un amore viscerale per la sua splendida famiglia.

Ieri ci ha lasciato, in silenzio, lasciando tutti i tifosi, gli amici e la famiglia nel dolore più profondo. In quella parte di cielo dove è ora ritroverà Bruno Beatrice ed Enrico Vichi, due suoi compagni di quella indimenticabile stagione, che il destino, maledetto destino, ha voluto prematuramente colpire. (NN)

Fonte: FOL