Il Museo Robur è realtà. Dopo tanta attesa, si è tenuta la presentazione del progetto lanciato dal Siena Club Fedelissimi, in una sede gremita per l’occasione. Non è mancata una rappresentanza del Comune di Siena, nella persona dell’assessore allo sport Lorenzo Lorè, patrocinatore dell’evento, così come quella del Siena FC, presente con il segretario e team manager Luigi Conte. A fare gli onori di casa il presidente Lorenzo Mulinacci, che ha illustrato come sia nata l’idea: «Inizialmente avevamo pensato ad una sede fisica, ma un museo online pensiamo che sia quanto di più adatto ad una realtà come Siena. È stato un grosso impegno lavorativo ed economico, ma come Consiglio ci siamo decisi e siamo partiti. Il museo – prosegue Mulinacci – sarà gestito dal Siena Club Fedelissimi ma tutti i tifosi potranno partecipare e far parte del progetto fin dall’inizio. L’obiettivo è renderlo disponibile per il 120esimo anniversario della nascita del Siena, al massimo entro la fine dell’anno».
Per la realizzazione del Museo è stato fondamentale il contributo di Nicola Natili, capace con il suo archivio di raccogliere nel corso degli anni tantissimi cimeli di qualunque tipo, che dal prossimo futuro andranno ad arricchire il nuovo sito lasciando in eredità a tutti i tifosi bianconeri un patrimonio sconfinato. «La tradizione ormai è per via orale – esordisce il direttore del Fedelissimo Online – non c’è più nulla di scritto. Dico sempre che la storia del Siena è la più bella, perché non esiste società al mondo che sia stata fondata da ragazzi di 10-11-12 anni. Un’aggregazione nata per fare sport all’aperto con dei principi che si sono trasmessi negli anni e che paradossalmente si sono attenuati con la Serie A. Essere tifosi della Robur ha un significato importante: per esserlo, bisogna conoscere la storia. E non c’è cosa migliore che un museo per capirne i valori: lo dimostra Amedeo Boscagli, che decise di farsi seppellire con la maglia della Robur». Natili ribadisce l’importanza che avranno tutti i tifosi che decideranno di dare una mano alla causa: «Sarà un contenitore immenso, vi si potranno trovare nomi, dati, numeri, cifre, fotografie, oggettistica, articoli di giornale, video e tutto ciò che sono riuscito a raccogliere dal 1908 ad oggi. Ed è solo l’inizio: perché sarà aperta a tutti. Chi avesse materiali e gli facesse piacere condividercelo non ci deve dare niente, solo fotografarlo. Il suo nome entrerà a far parte dei fondatori del museo. Il mio compito finisce qui, perché da questo momento in poi non sono più Archivio Natili ma Museo Robur».
Dal punto di vista tecnico a rendere il tutto possibile è stato Leandro Guazzini con la sua Idem-Adv, professionista nel settore della progettazione di piattaforme web: «Il museo avrà un compito a metà tra l’utente e l’Archivio di Nicola. La sfida più importante è questa. L’archivio – sottolinea Guazzini – avrà tutti i filtri di ricerca possibili e immaginabili: la sua caratteristica principale è la ricerca trasversale dei contenuti. Tutte le pagine di atterraggio avranno delle schede di richiamo. Cliccando sulla scheda di un calciatore o di un allenatore si potrà risalire alle stagioni, al materiale ad essi legato e così via. Un obiettivo sarebbe inserire anche le persone, le idee sono tantissime e possono partire da ognuno di noi». (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
