Sono passati 12 anni da quell’infausto 15 luglio 2014, quando l’AC Siena per la mancata iscrizione, ha perso la denominazione e il logo. Da allora si sono susseguiti due ulteriori fallimenti che hanno portato a quattro denominazioni diverse: SSD Robur Siena, ACN Siena, ACR Siena e Siena FC con ben cinque loghi diversi alcuni dei quali impresentabili e, in qualche caso, addirittura offensivi verso il nostro passato. L’unico legame rimasto è la nostra storia che la FIGC ha riconosciuto, consentendo di portarsela dietro nelle varie denominazioni. Il logo originario, quello che ha accompagnato per 81 anni, dal 5 settembre 1933 al 15 luglio 2014, la nostra avventura a tratti esaltante nel calcio nazionale, dovrebbe essere in mano al curatore fallimentare che dovrà deciderne il destino. Una situazione simile è successa con il Brescia e la Spal che, dopo solo un anno dall’esclusione dai rispettivi campionati hanno riacquisito la loro denominazione e lo storico stemma, addirittura, nel caso della SPAL con il Comune di Ferrara che ha direttamente acquistato il logo in quanto patrimonio storico della città. Non diversa la recente storia della Ternana che, dopo aver rilevato il titolo sportivo dell’Orvietana, ha partecipato e vinto l’asta per il logo storico, permettendo agli umbri di partecipare al prossimo campionato di serie D con il tradizionale stemma.
Dopo 12 anni sarebbe importante che anche per il Siena si procedesse verso questo recupero di una parte importante della storia, ritornare a chiamarsi AC Siena (Robur 1904) e sfoggiare lo storico stemma con cui ha calcato i campi di tutti i più importanti stadi italiani. Non sappiamo chi potrà fare qualcosa in merito, ma tutti dovremmo darci da fare per tornare non solo al passato, ma anche e soprattutto alla nostra radicata storia.
Siena Club Fedelissimi
