Un colpo di spugna sul Como. Spazzati via 110 anni di storia.

Il Como è fuori. Fuori dalla Lega Pro, fuori da tutto, al momento. È andata come si prevedeva da giorni: Puni Essien, proprietaria della società dopo averla acquistata all’asta a metà marzo, non ha pagato quello che doveva pagare per ottenere l’affiliazione. Dunque la sua società, la Fc Como, non esiste. La domanda di iscrizione era stata presentata, ma senza alcuna speranza. Tant’è che ieri la Figc ha rigettato la richiesta di ottenere il titolo sportivo. E tra la rabbia generale dei tifosi il Como non esiste più. Si ripartirà, se qualcuno si presenterà dal sindaco in tempo utile per inoltrare la richiesta, dai Dilettanti. Si spera in Serie D.

TRACOLLO Il tutto senza alcuna apparente ragione. Il Como era fallito lo scorso luglio, un anno fa, ma era riuscito comunque a disputare un campionato più che buono sotto la guida del curatore fallimentare, con pagamenti puntuali e arrivando a giocarsi i playoff. Tutto sembrava risolto quando a marzo, alla quarta asta, la signora Essien si era presentata ad acquistare la società. Acquisto regolarmente pagato, 237 mila euro, e primi stipendi regolarmente saldati. Fino a marzo. Poi non si sa più cosa sia successo, ma la situazione è peggiorata. All’inizio la nuova presidente parlava di Serie B, via via le ambizioni si sono ridimensionate anche a parole, ma il nuovo allenatore per la prossima stagione, Mark Iuliano, era già stato presentato in maggio. Da lì in poi solo promesse, rassicurazioni che tutto sarebbe stato sistemato, fino a ieri. E proprio ieri pomeriggio si è scatenata la protesta nei confronti di Olivier Amela, il nuovo consulente che la signora Essien ha nominato da pochi giorni, presentatosi allo stadio per spiegare la situazione, zittito e letteralmente cacciato dalla sala stampa da tifosi di ogni età e da dipendenti e collaboratori del Como.

PASSATO GLORIOSO Ora si spera in qualche cordata che voglia farsi carico della squadra e iscriverla almeno alla Serie D. Ma la rabbia è tantissima, anche perché in questi anni il Como ha saputo ricostruire un buon settore giovanile – gli Under 17 hanno appena vinto il titolo italiano –, quella che tradizionalmente è stato un punto di forza per la società lariana, conosciuta per aver lanciato tra gli anni 80 e 90 tantissimi giocatori, dal campione del mondo Zambrotta a Borgonovo, da Vierchowod a Matteoli, a molti altri nomi che hanno avuto brillantissime carriere. Negli anni 80 la squadra è stata grande protagonista in A, con giocatori e risultati importanti. Aveva resistito anche a due fallimenti: nel 2004, dopo diverse stagioni con Preziosi alla presidenza durante le quali aveva ancora raggiunto la massima serie, e un anno fa. Ma un colpo a tradimento del genere nessuno se l’aspettava. E adesso questa storica società, che proprio in maggio ha festeggiato i 110 anni di vita, non sa più quale sarà il suo destino. Di sicuro non tra i professionisti.

Fonte: La Gazzetta dello Sport