Un ceffone che potrebbe rivelarsi salutare

Nelle interviste dopo Siena-Padova, Conte che di calcio ne mastica a volontà, aveva lanciato un primo richiamo alla squadra invitandola ad essere più cinica e più cattiva.

In realtà, dopo un ottimo primo tempo chiuso in vantaggio e con molte occasioni sprecate, nella seconda parte della gara i bianconeri subirono un pò troppo il ritorno dei biancoscudati e solo una prodezza di Reginaldo consentì alla squadra di conquistare l’intera posta.

A Empoli è scesa in campo una squadra con le consuete e conosciute caratteristiche ( note anche agli avversari) e dopo una mezz’ora che lasciava ampiamente capire che ambedue le compagini temevano l’altra, un erroraccio del pur bravo Coppola ha aperto la strada al largo successo degli azzurri.

Quell’inaspettato ed immeritato vantaggio si è rivelato un robusto corroborante per gli uomini di Aglietti che, superata la paura del blasonato avversario, hanno iniziato a macinare gioco.

Di contro il Siena non è riuscito a ripetere le prestazioni precedenti e, nella vana ricerca del bandolo della matassa, è rimasto impaniato nella sua manovra lenta e prevedibile, vera e propria manna dal cielo per gli empolesi che hanno arrotondato il bottino con la rete di Fabbrini e il rigore causato da Troianiello.

Se guardiamo le nove precedenti prestazioni, quella di Empoli può essere considerata solo il frutto di una serata negativa, una di quelle giornate storte che in un campionato sono da mettere in conto, ma a cui bisogno rispondere immediatamente per non creare pericolose derive psicologiche nella stessa squadra e nella tifoseria.

In questi giorni che ancora ci dividono dall’appuntamento con il Crotone di Leonardo Manichini, ex secondo storico di Carlo Mazzone, il tecnico Antonio Conte lavorerà anche su questo aspetto sfruttando il richiamo alla realtà che il risultato di Empoli ha decretato.

La serie B, e lo ripetiamo, è sicuramente il campionato più lungo e difficile disputato in Europa, per arrivare vittoriosi al traguardo – ove esistono reali possibilità e il Siena ne ha –  è necessario superare si gli avversari ma anche i momenti difficili che lo stressante campionato riserverà, prima o poi, a tutte le squadre.

Per la Robur questo è il primo e, probabilmente, non l’unico, la medicina migliore per guarire le ferite sarà come sempre una vittoria, magari convincente.

Da una sconfitta le grandi squadre prendono lo spunto per correggere gli errori e ritrovare la convinzione necessaria. Essere una grande squadra vuol dire, anche, riuscire a superare i momenti no, ricorrendo alle proprie qualità tecniche, ma anche a quella forza e convinzione che un vero gruppo, come gli uomini di Conte hanno dimostrato di essere, riesce a generare.

Perdere non fa mai piacere, uscire sconfitti da Empoli, per la nota e storica rivalità che divide le due tifoserie, brucia ancora di più, ma questo non può e non deve condizionare il cammino che ci aspetta.

La storia di questo campionato è appena all’inizio e tante sono le pagine bianche che aspettano di essere scritte, facciamo in modo che, alla fine, il libro che nascerà si riveli un best seller in cui tanti abbiamo scritto una pagina. (Nicnat)