Un atteggiamento da cambiare alla svelta

Il Siena perde tra le mura amiche e, purtroppo, questa non è una novità per questo avvio di stagione. Decide l'incontro una rete di Kolaj nei minuti finali su azione viziata da una svista arbitrale che non ravvisa un fallo subito da Cesarini. L'errore del direttore di gara c'è e le polemiche dei bianconeri sono giuste, sebbene anche loro siano consapevoli che la debacle interna non è solo colpa di una mancata punizione. Era una partita da episodi e ai punti avrebbero meritato gli ospiti, anche se il pareggio a reti bianche sarebbe stato un risultato tollerabile. Bravi i bustocchi a non lasciar profondità e far giocar male il Siena, meno i bianconeri nel trovare una soluzione e rendersi pericolosi se non sporadicamente.

 

Un'involuzione rispetto all'uscita vittoriosa con il Lecco è chiara, più nell'atteggiamento che nella forma fisica. A mancare difatti è stata quella fame agonistica che in alcuni tratti si è anche vista, mentre in altri è risultata assente. Venendo alla parte tattica. Il 3-5-2 è un assetto congeniale alle caratteristiche della squadra, sebbene serva ancora puntellare qualcosa e capire quali possano essere gli interpreti giusti. Non è detto però che a Monza si giochi con questo modulo, magari ci sarà un ritorno al 4-3-1-2. Tutte ipotesi che potrebbero essere confermate o smentite da Dal Canto e il suo staff che hanno appena due giorni per ritrovare il bandolo della matassa. L'impegno – sulla carta – è il più difficile della stagione, ma il calcio vive di logiche proprie e con avversari più aperti il Siena ha sempre dimostrato di poter fare bene. Il fatto che il Monza sia una corazzata costruita per la Serie B non significa che terminerà il campionato a punteggio pieno o da imbattuta, in Serie C è pressoché impossibile. Siamo nel torneo degli episodi nel cui tutto può cambiare in un attimo.

 

Fondamentale in terra brianzola sarà l'atteggiamento che in queste categorie, cosa ampiamente dimostrata in più e più incontri, fa la differenza più dei valori tecnici. Nessuna sorpresa se corazzate come Triestina, Bari, Catania e Catanzaro (citando alcune gare dell'ultimo turno) crollano al cospetto di formazioni di inferiore caratura tecnica. Le figurine contano, ma fino a un certo punto. Detto ciò l'impegno contro i monzesi non è né semplice né proibitivo, dipenderà tutto dal carattere e dalla applicazione che verrà messa in campo. Dal Canto e soci, oltre che i leader dello spogliatoio, dovranno saper toccare le corde mentali giuste. Darsi una svegliata è doveroso e la sconfitta di ieri può, paradossalmente, far più bene di un punto.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL