Un anno di Robur

Volti e facce stravolte. La delusione palpabile per essere arrivati solo ad un passo dall'obiettivo. Ma con la consapevolezza di aver fatto sul campo 69 punti e, teoricamente, aver conquistato quei playoff sfuggiti all'ultimo. Una stagione lunghissima, fatta di 47 partite ufficiali, giocate tutte al massimo. E per di più in un situazione grottesca fuori dal campo, tra mille problemi e difficoltà di ogni sorta. A fine anno, e duole dirlo ma ci siamo, è consuetudine tracciare un bilancio: tra gioie, momenti entusiasmanti, ma anche delusioni, arrabbiature e tutto ciò che è stato quest'anno di Robur,

È stato l'anno della quinta B, fatto di 42 gare di campionato tra l'equilibrio generale.
È stato l'anno di Rosina, nel bene con 13 gol fatti, con giocate di alta scuola che tante volte ci hanno fatto domanderai cosa ci facesse in B, ma purtroppo anche nel male con l'errore di Varese che non si può cancellare.
È stato l'anno della gran cavalcata in Coppa Italia, conclusasi nel diluvio di Firenze, con quasi mille cuori bianconeri a sognare al Franchi fiorentino.
È stato l'anno del -8, penalizzazione troppo gravosa per una squadra che si meritava ben altro, colpa di chi non ha svolto a dovere il proprio compito.
È stato l'anno di Berretta e del suo staff, che hanno fatto una lavoro eccelso, procedendo a testa bassa a prescindere da tutto ciò che succedeva intorno ( e ne sono successe…) e che hanno mostrato una Robur deluxe in più di un'occasione.
È stato l'anno della trasferta del 26 dicembre, di un gennaio senza calcio e di un marzo da leoni.
È stato l'anno in cui per qualche mese un senese doc ha trascinato la squadra della sua città.
È stato purtroppo l'anno dei crociati, da Plasmati a Rosseti che hanno costretto i due bianconeri a chiudere anzitempo la loro stagione.
È stato l’anno del dentro al campo fatto di gioie e del fuori dal campo da lasciar perdere e sperare che non si ripeta.
È stato l'anno dove niente, o quasi ci ha detto bene, a partire da troppi errori arbitrali che quando alla fine ti manca un punto contano eccome.
È stato l’anno del progetto stadio, dello studio di fattibilità, della riqualificazione dell’area del Rastrello.
È stato l'anno in cui i tifosi si sono visti costretti a snaturare il loro ruolo e a doversi trovare continuamente ad occuparsi di vicende extracalcistiche.
È stato un anno, purtroppo davvero, non concluso come tutti sognavamo. 

Ma grazie a tutti, davvero. E adesso, chi di dovere, faccia di tutto per regalarci altre stagioni fatte di emozioni bianconere.

Fonte: Fedelissimo Online