ESCLUSIVA FOL – Umberto Marino, il doppio ex di domenica: “Siena seconda casa, Ancona mi ha lasciato il segno”

Doppio ex di Ancona-Siena, Umberto Marino ha giocato e allenato in entrambe le città. A Siena sono nati e cresciuti i miei figli e ha dato un grande contributo alla Robur quando, tra fine anni Ottanta e inizio anni Novanta, il club non navigava certo in buone acque. “Nelso Ricci mi ha venduto due volte e in totale ha raccolto quasi un miliardo di lire!”, rivela Marino, raggiunto telefonicamente dal Fedelissimo Online.

Plusvalenze reali, non come quelle fittizie alla ribalta in questi giorni.

Quelli erano soldi veri. La prima cessione, quando avevo 21 anni e andai alla Triestina, portò al Siena quasi 600 milioni più un giocatore, l’Avellino pagò invece 400 milioni. Queste e altre vendite hanno salvato la baracca, Nelso era bravissimo in questo. Sono contento di aver contribuito, in campo e fuori, al bene del Siena.

Due esperienze da giocatore, intramezzate dagli anni a Trieste: quattro stagioni in totale e la vittoria del campionato di C2, nel 1990.

A Siena ho solo ricordi belli. Impossibile non ricordare la promozione in C1, ma anche quando sono tornato mi sono preso le mie soddisfazioni vincendo il Fedelissimo d’Oro. E i Fedelissimi non regalano nulla (ride, ndr). Il Siena ha poi raggiunto ben altri traguardi, ma la gente ricorda sempre quei momenti con grande emozione.

A Siena hai anche iniziato ad allenare.

Nel settore giovanile, appena smesso da calciatore. Era il 2003, sono rimasto fino al 2005. Ho allenato i Giovanissimi Nazionali e gli Allievi Nazionali.

Sei rimasto in contatto con qualche ex bianconero?

Guido Di Fabio, siamo grandi amici e ci sentiamo tutte le settimane. Ci ho giocato assieme anche alla Fermana, all’andata eravamo penultimi e alla fine vincemmo il campionato.

E dopo Fermo l’arrivo ad Ancona, da calciatore.

Già, nel 1999. Conquistammo la B facendo gol al 120’, con l’uomo in meno, nella finale playoff contro l’Ascoli. È una piazza speciale, in cui ho pure allenato. Ma lì andò diversamente.

Due anni fa, con l’Anconitana in Eccellenza. Subentri a Ciampelli a -7 dalla vetta e riporti la squadra al primo posto. Ma poi arriva l’esonero.

Una grandissima rimonta, con 8 vittorie e 2 pareggi in 13 partite. Ricordo con grande affetto i tifosi, un pubblico spettacolare, ma meglio non parlare di qualche personaggio perché potrei essere denunciato. Nelle basse categorie non sempre si trovano dirigenti all’altezza, e io non ho la pazienza di sopportare certe cose. Ma lasciamo perdere.

Cosa cerca in futuro Umberto Marino?

Sono stato vice di Iaconi in cinque-sei squadre, forse ho iniziato un po’ troppo tardi ad allenare in prima squadra, a 46 anni. Ho comunque fatto ottime cose. Al primo anno di D ho portato il Chieti dal quintultimo al sesto posto, ma l’anno dopo sono rimasto fermo, alla faccia della meritocrazia. Mi è toccato scendere in Eccellenza per allenare di nuovo. Nei dilettanti è difficile trovare persone giuste, gruppi dirigenziali di livello. Ho vissuto piazze bollenti tipo Chieti, Ancona, Avezzano dove ho preferito non iniziare nemmeno perché ho capito subito che se non lavori con la gente giusta è una fatica sprecata. Qualche difetto ce l’ho, non sopporto molto alcune situazioni. Spero però che mi capiti l’occasione giusta per tornare in pista.

Domenica c’è Ancona-Siena, che direzione prenderà il tuo cuore?

Mi metti in imbarazzo. Ho due figli a Siena, dove ho vissuto per 20 anni e ho ancora casa, e la bilancia pende da quella parte. Dopo Napoli per me c’è Siena. Ma ad Ancona ho giocato e allenato, mi ha lasciato il segno e ho grande rispetto per quella piazza. Quanto alla partita, sinceramente non sto seguendo tanto la serie C. Vedo i risultati e le classifiche, mi aspetto una gara equilibrata dove saranno i particolari a fare la differenza.

(Giuseppe Ingrosso)

Foto: Quotidiano.net

Fonte: Fol