Ultrà: Genoa-Siena stop per 45′

Nel giorno più nero della sua storia recente, il Genoa trova un nuovo allenatore. E' Luigi De Canio, a cui Preziosi ha affidato il compito di cercare una salvezza che si è improvvisamente fatta complicata esonerando per la seconda volta Alberto Malesani. Ma la domenica rossoblù resta legata alla follia ultrà, che hanno fermato Genoa-Siena all'8' del secondo tempo. Il calcio italiano scrive una pagina vergognosa a Genova. Un centinaio di tifosi della curva Nord ha invaso la gradinata di fronte alla tribuna stampa lanciando fumogeni e petardi con l'obiettivo di interrompere l'incontro che era sul 4-0 per la squadra toscana. Alcuni di loro si sono arrampicati sul plexiglass che separa la tribuna dal campo e Tagliavento ha subito sospeso il match. La richiesta per i giocatori del Genoa era quella di togliersi le maglie perché indegni di indossarle.

Mentre una buona parte del pubblico lascia gli spalti, gli ultrà si arrampicano minacciosamente sulle recinzioni. Qualcuno si sistema sul tunnel che dovrebbe portare le squadre negli spogliatoi. Si apre una pagina grottesca. Il capitano del Genoa, Marco Rossi, prova a dialogare con i propri tifosi. In campo c'è anche il patron Enrico Preziosi, ma la sua presenza non serve per riportare serenitá. Molti giocatori del Genoa si sfilano le maglie e le consegnano a Rossi. Giuseppe Sculli, si rifiuta. Giandomenico Mesto ha una crisi di nervi e scoppia a piangere. Le discussioni proseguono e, dopo 45' minuti ad altissima tensione, vengono ripristinate le condizioni per portare a termine il match. Si ricomincia in un clima irreale: i giocatori, evidentemente scossi, provano ad amministrare gli ultimi 37 minuti del match. Prima del fischio finale, il Genoa trova il gol della bandiera.

Questa foto qui sopra è l'emblema della sconfitta di civiltà e dello stato di diritto, non solo del calcio. Mentre un gruppo di violenti incappucciati decidono indisturbati di bloccare un avvenimento sportivo c'è una famiglia con bambini che scappa impaurita