Ultimatum al presidente. Si decide alle 12 o addio

Doveva essere il giorno della svolta, è diventato l'ennesimo giorno che sta sempre più prendendo i contorni del paradosso. Il futuro della Robur Siena è appesa ad un filo: quello tessuto per oggi, perché alle 12 di questa domenica di luglio Anna Durio presenterà l'ultima offerta ad Antonio Ponte di fronte al notaio Alfredo Mandarini.
In caso di (ennesimo) rifiuto, l'imprenditrice ligure potrebbe davvero decidere di lasciare oppure passare alle vie legali. E' questa la conclusione della giornata di ieri, convulsa e tesa. Ieri si è consumato infatti un altro passaggio che ha dell'incredibile. Sembrava essere stato raggiunto con fatica l'accordo economico fra Ponte e Durio, poi, all'ora di pranzo, Ponte ha pubblicato un comunicato sul sito della società (ormai ridotto solo a questo tipo di comunicazioni), in cui si annunciava una sorta di controproposta, rispetto all'offerta formulata da Anna Durio nei locali dello stadio giovedì scorso. Pronta la replica della stessa Durio, che ha sottolineato come la detta proposta non è che la fotocopia di quello che Ponte aveva prodotto a giugno. Quindi anche prima dell'arbitrato, risoltosi i primi di luglio. Poi l'ulteriore proposta. "Ponte venga a firmare dal notaio Mandarini". Negli uffici del notaio senese, però, non si è presentato nessuno. O, meglio, Anna Durio e Alessandra Amato erano presenti (con l’avvocato Sallustio via Skype da Londra), ma di Ponte nessuna traccia: si è dato malato. Ad essere presenti una trentina di tifosi, che hanno anche osservato una Durio visibilmente scossa e stanca che ha sbattuto la porta dello studio e si è sfogata con alcuni rappresentanti del tifo organizzato. La situazione resta delicatissima, anche il sindaco ha tuonato, ma deve essere Antonio Ponte a fare il passo decisivo. Di tempo ne è passato tanto, troppo e continuare a"giocarci"mette seriamente a rischio la Robur e il suo futuro. I tifosi, nel frattempo, sono allo stremo e hanno sbottato ripetutamente. Ma anche da questo punto di vista più della manifestazioni, anche clamorose, come l'occupazione della sede, diventa difficile fare. (Alessandro Lorenzini)

Fonte: Corriere di Siena