Tutto il processo minuto per minuto

C'è anche Antonio Conte all'apertura del procedimento d'appello davanti alla Corte di giustizia federale a sezioni unite per il ricorso contro i dieci mesi di squalifica per le due omesse denunce di cui lo ha accusato il Procuratore federale Stefano Palazzi: Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena. Il collegio difensivo di Conte si è arricchito dell'avvocato Giulia Bongiorno, oltre a Antonio De Rensis e Luigi Chiappero. L'allenatore della Juve, accompagnato dal d.g. bianconero Marotta, è già arrivato in aula, atteso da una folla di giornalisti e di telecamere.

LA PAROLA ALLA DIFESA — Alle 18.10 è iniziata l'arringa difensiva degli avvocati di Conte e Angelo Alessio, Giulia Bongiorno, Antonio De Rensis e Luigi Chiappero. E’ durata 21 minuti l’arringa dell’avvocato Bongiorno: "Quando Conte in un primo momento ha scelto di patteggiare, lo ha scelto soltanto per la mancanza di un piatto della bilancia difensivo e non per sfuggire a un’eventuale pena più dura. Carobbio è stato ritenuto un Dio, gli altri giocatori del Siena invece sono stati dichiarati inattendibili. Se fossi stata l’avvocato di Carobbio, avrei fatto di tutto per derubricare l’accusa in “accordi da spogliatoio”, in modo da passare da associazione a delinquere a frode sportiva. La sua strategia è chiara: quando di mezzo c’è la possibilità, nel processo penale, di prendersi 13 anni di carcere, è facile accusare Conte".

CAROBBIO SENZA RISCONTRI — Il pool di legali di Conte ha poi ribadito i concetti davanti alle telecamere di Sky: Inizia Giulia Bongiorno: "L'aspetto penale del processo, sviluppato a Cremona, mette in evidenza che Carobbio non è credibile. Chiaramente Carobbio, accusato inizialmente di associazione a delinquere transnazionale, reato grave, ha cercato di accusare Conte, derubricando la vicenda come un accordo da spogliatoio, così i suoi legami con "gli zingari" sarebbero passati in secondo piano. Carobbio vuole scaricare il grosso dela responsabilità su altri e sminuire i suoi legami con l'organizzazione malavitosa. Non c'è mai nessun riscontro alle sue parole. Mai. Perché Carobbio è ritenuto credibile? Io ho un'idea ben chiara: non avendo la possibilità di avere riscontri alle sue dichiarazioni, si è puntato ad elevare la figura del pentito Carobbio. In un processo penale tutto ciò sarebbe carta straccia". Anche De Rensis esprime le contraddizioni di tutto il procedimento: "Conte è stato condannato in primo grado per due omesse denunce in un contesto in cui tutto lo spogliatoio sapeva, come ammesso dallo stesso Palazzi. Ma allora perché deferito solo Conte? Inoltre Carobbio si contraddice da solo: prima dice che tra Gegic e Ilievski solo il primo parlava italiano. E allora perché 160 contatti telefonici con Ilievski? In che lingua parlavano?". Altre contraddizioni le evidenzia l'avvocato Chiappero: "Secondo Carobbio, Conte in occasione delle partite incriminate prima dice "oggi si pareggia", poi però fa un discorso per motivare la squadra. Che senso ha? E poi c'è il caso Alessio, deferito senza nemmeno essere interrogato".

PALAZZI NON CI STA — Ovviamente ben diversa la versione del procuratore Stefano Palazzi: "La credibilità estrinseca di Carobbio è dimostrata dalle indagini della polizia giudiziaria e dai contatti telefonici tra gli esponenti del mondo delle scommesse e i calciatori. La credibilità intrinseca del giocatore è invece provata dalla progressione del processo collaborativo, del tutto coerente e logica. Le accuse di Carobbio non sono tardive, ma solo progressive, un fenomeno umanamente comprensibile. E quest'ufficio ha ricostruito obiettivamente i fatti, non rilevando alcun motivo di risentimento da parte del calciatore: se avesse avuto un intento calunniatorio, Carobbio non avrebbe aspettato tanto per tirare in ballo Conte, al contrario lo avrebbe già fatto dal 19 gennaio 2012". Palazzi si è poi soffermato su Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, presunte combine non denunciate da Conte secondo la Procura: "Le dichiarazioni rese da Carobbio su Novara-Siena sono confermate dall'incontro avvenuto tra Drascek e Vitiello – ha osservato Palazzi di fronte alla Corte di giustizia federale – Le smentite degli altri giocatori del Siena? Purtroppo nel mondo del calcio c'è grande omertà, perché i giocatori hanno timore di incorrere in un deferimento per omessa denuncia: dunque tali smentite non possono avere stesso lo valore delle dichiarazioni accusatorie rese da Carobbio. E poi non c'è contraddizione tra Gervasoni e Carobbio: il primo afferma che fu Carobbio a contattare gli zingari, il secondo dichiara invece di essere stato contattato dagli zingari, ma la circostanza è confermata. L'avvocato Bongiorno ha poi parlato di un riscontro ping-pong sulla credibilità del Carobbio, ma le dichiarazioni confessorie rese da Passoni, Poloni, Garlini e parzialmente da Sala sulla combine della partita AlbinoLeffe-Siena riscontrano in modo pieno, puntuale e inconfutabile le accuse e la ricostruzione dei fatti fornita dal Carobbio". Alle 21.30 si è chiuso il dibattimento, con inizio della Camera di Consiglio.

PER VITIELLO E PESOLI — In precenza aveva parlato Paolo Rodella che, nella sua arringa difensiva per Roberto Vitiello, difensore del Siena squalificato per quattro anni per l'illecito sportivo aggravato di Novara-Siena e per l'omessa denuncia riferita ad AlbinoLeffe-Siena, ha chiesto alla Corte di giustizia federale l'audizione degli "accusatori" Carobbio e Gervasoni. Richiesta che era alla base dello sciopero della fame dei giorni scorsi davanti alla sede Figc di Emanuele Pesoli, anch'egli presente in aula e anch'egli rappresentato da Rodella.

RABBIA CAMILLI — Il presidente del Grosseto, Piero Camilli ha ribadito concetti già espressi: “Faccio il presidente da 20 anni. Di me posso dire di avere carattere duro, ma non sono mai stato sfiorato da nulla. Ho avuto la sfortuna di avere scelto un direttore sportivo (Andrea Iaconi) che ha portato 6 criminali, ma io faccio il presidente, non entro nei discorsi tecnici. Mediaticamente sono stato ucciso".

VERDETTO — La decisione della Corte di giustizia federale si dovrebbe conoscere già mercoledì: i tempi sono necessariamente brevi visto che dai due procedimenti (quello di oggi relativo alla documentazione di Cremona, quello di domani sul materiale di Bari) dovrebbero sapere della loro sorte anche Grosseto e Lecce che in primo grado sono state escluse dalla Serie B.

SECONDO FILONE — Domattina si parlerà invece del filone scaturito dalla carte di Bari e, in particolare per i colori bianconeri, si tornerà a parlare di Udinese-Bari. Il Procuratore federale Stefano Palazzi ha appellato i proscioglimenti di Leonardo Bonucci, Simone Pepe, Nicola Belmonte e Salvatore Masiello, facendo soprattutto affidamento sulla "rinnovata" credibilità che nelle ultime ore starebbe conquistando Andrea Masiello.

Fonte: gazzetta.it