Tutto ciò che è stato detto sullo stadio – Prima puntata: Franco Ceccuzzi candidato sindaco 2011

Iniziamo un viaggio a ritroso riportando su questo sito tutte le dichiarazioni che riusciremo a trovare, rilasciate negli ultimi anni, circa lo stadio di Siena, un argomento che è al centro di molte discussioni. Iniziamo con le dichiarazioni di Franco Ceccuzzi rilasciate a La Nazione nel marzo 2011.  In quel momento l'atteggiamento e il pensiero dell'Amministrazione Comunale che governava la città era abbastanza in linea con il progetto presentato da Sienainsieme (e non dall'AC Siena).

Ecco il testo integrale dell'articolo che ci è stato segnalato dun un nostro lettore sempre attento su ciò che succede intorno alla Robur:

Siena, 12 marzo 2011 – "Il Comune di Siena non può realizzare uno stadio di proprietà. Primo perché non ha un’adeguata capacità di indebitamento. Secondo perché le priorità della città sono altre. Terzo perché in futuro, forse anche per legge, gli stadi saranno di proprietà delle società al fine di fornire al calcio italiano reddito e patrimonio, per una gestione più sana dei bilanci. La scelta dei tempi, dell’impianto e dell’ubicazione dovrà essere il risultato di un’attenta concertazione tra il Comune e la Robur, aprendo un percorso partecipativo che coinvolga tifosi e città".

Così Franco Ceccuzzi interviene in merito al dibattito sul nuovo stadio a Isola d’Arbia.

"La discussione e le decisioni sullo stadio — continua — sono due tra i temi più impegnativi per il futuro di Siena. Per questo dovremo garantire un’ampia partecipazione dei cittadini. Del resto, quello degli stadi delle società professionistiche è un argomento di rilevanza nazionale, di cui si sta discutendo una nuova legge a livello parlamentare. Il Senato, infatti, ha già approvato la normativa, ora ferma alla Camera, che affida alle società la proprietà degli impianti sportivi. Passa anche da questi interventi il recupero del gap competitivo tra le società italiane e quelle europee, come dimostrano i deludenti risultati delle nostre squadre a livello internazionale. Puntare solo sui diritti televisivi, come si è fatto in Italia, non basta per attrarre campioni. Servono, invece, investimenti sui vivai e gli impianti, che, nei paesi più avanzati, sono strutture polifunzionali, fonte di reddito per le società, e luoghi comodi e sicuri per tifosi e famiglie".

"Il nostro obiettivo — dice ancora Ceccuzzi — è creare le condizioni ideali perché la Robur possa costruire un grande futuro, a partire da questa stagione, nella quale siamo in piena corsa per tornare nella massima serie. La Robur ha bisogno di ‘patrimonializzarsi’, come hanno giustamente affermato i Fedelissimi, di avere uno stadio come fonte di reddito, ed una struttura societaria di alta professionalità e piena affidabilità per la città, indipendentemente dal proprietario pro-tempore. Credo che questi obiettivi si possano realizzare con un interlocutore come il presidente Massimo Mezzaroma in cui ho piena fiducia. Per questo la nuova amministrazione aprirà subito un confronto con la società, ascoltando i tifosi, per trovare una soluzione condivisa, che sia la migliore per il Siena. Nel frattempo, continueremo a giocare al ‘Rastrello’, il che comporterà una gestione sempre più attenta per limitare al massimo i disagi legati a traffico e sosta. Tra le priorità dei prossimi anni, del resto, c’è la realizzazione del parco urbano, con un progetto ambizioso che punti alla riqualificazione di questa parte della città che va da la Lizza fino al Parco del Tiro a Segno, passando per piazza Matteotti e San Prospero. Un’area verde, pedonale e ciclabile che, in una prima fase, convivrà con lo stadio".

Fonte: Fedelissimo Online